ENZO NAPOLITANO NEWS

la Campania che non conosci

SCUOLA

I docenti sono tenuti a comunicare
il voto delle interrogazioni

Un gruppo di alunni di un liceo scientifico campano ci scrive chiedendoci se è giusto o meno che gli insegnanti non dicano il voto a fine interrogazione. Chiariamo una volta per tutte, precisando che ciò che segue vale soltanto per gli studenti delle secondarie superiori.

I voti presi alle verifiche orali si devono dire: lo prevede la legge sulla trasparenza (l. 241/90) per cui gli alunni devono essere informati dei loro successi e, purtroppo, anche dei loro insuccessi. Non basta che il prof. dica “non c’è male”, “devi migliorare”, “non ci siamo, studia di più” e così via.
Ciò perchè non tutti si rendono subito conto se sono andati bene o male. Spesso non conoscere il voto ti dà ansia. Di solito i prof. non dicono i voti agli alunni fondamentalmente per due ragioni: o vogliono spronarli a fare meglio o non vogliono demoralizzarli se proprio quel giorno non è andata bene.
Ma commettono una omissione di atto d’ufficio
(art.328 codice penale), se al termine dell’interrogazione non riportano subito il voto sul registro e se non lo comunicano (in privato) allo studente . Il docente è infatti impiegato dello Stato e soggetto ai doveri della Pubblica Amministrazione.
Lo Statuto degli Studenti approvato con D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249 recita all’Art. 2, comma 4: “Lo studente ha inoltre il diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.”
Poi, all’Art.4, comma 3: “nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto”. Una cosa è il comportamento, un’altra è il risultato di una interrogazione. Nella sostanza, non si può punire all’interrogazione un alunno che va bene alla verifica orale , ma in generale è scostumato in classe.
Ciò vuol dire pure che devono essere chiaramente illustrati ai ragazzi i criteri di valutazione da parte dei singoli insegnanti e che non possono essere rifiutate spiegazioni sui voti assegnati o sui criteri stessi.
Si stabilisce inoltre la tempestività della valutazione. Questo vuol dire che i voti delle interrogazioni devono essere comunicati in breve tempo (possibilmente subito); lo stesso vale per i voti dei compiti in classe, i quali non possono quindi essere riconsegnati un mese dopo il loro svolgimento, ma entro 4-5 giorni al massimo. Sull’elaborato va indicato sia il voto, come espressione immediata, sia una valutazione sintetica (il giudizio) che illustri allo studente perchè abbia meritato quel voto (C.M.prot.3632/2008).

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La Flc-Cgil avverte
Il ministro Gelmini intenzionata a cambiare il modo di insegnare

ARRIVA IL TIROCINIO PER I DOCENTI ASSUNTI
NIENTE PIU’ PRECARI IN LISTA D’ATTESA PER DECENNI
NUOVI INSEGNANTI SOLO QUANDO SERVIRANNO

scuola-3Un anno di tirocinio per legare teoria a pratica; assunzioni solo in base alla necessità per evitare il precariato; più inglese e competenze tecnologiche: queste alcune delle novità contenute nel nuovo regolamento che presenterà oggi il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini per chi vuole accedere all’insegnamento. Con le novità introdotte, riferisce il ministro, “si passa dal semplice sapere al sapere insegnare”. E aggiunge: “con il nuovo tirocinio ci si forma anche sul campo”.
Il nuovo regolamento, informa il Ministero dell’Istruzione, “é il frutto del lavoro della Commissione presieduta dal professor Giorgio Israel, a cui è seguita una azione di primo confronto col mondo della scuola e delle associazioni per l’integrazione scolastica”. L’obiettivo dei nuovi percorsi “é di garantire una più equilibrata preparazione disciplinare, didattica e pedagogica nel corso delle lauree magistrali e lo svolgimento di un anno di percorso, il Tirocinio Formativo Attivo, direttamente a contatto con le scuole”.
Con il nuovo sistema, dunque, per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sarà necessaria la laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso che consentirà di conseguire l’abilitazione. Sono rafforzate le competenze disciplinari e pedagogiche ed è previsto un apposito percorso laboratoriale per la lingua inglese e le nuove tecnologie. Per la prima volta, viene sottolineato, si è data “specifica attenzione al problema degli alunni con disabilità, prevedendo che in tutti i percorsi ci siano insegnamenti in grado di consentire al docente di avere una preparazione di base sui bisogni speciali”.
Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado sarà necessaria la laurea magistrale più un anno di Tirocinio Formativo Attivo. E’ prevista una prova di ingresso alla laurea magistrale a numero programmato basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie. L’anno di tirocinio formativo attivo, si legge sempre nel nuovo regolamento, contempla 475 ore di tirocinio a scuola sotto la guida di un insegnante tutor. Da ultimo, rispetto al percorso Ssis (Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario), “si prende il meglio di quella esperienza, evitando la ripetizione degli insegnamenti disciplinari, approfonditi già nella laurea e nella laurea magistrale, per concentrarsi sul tirocinio, sui laboratori e le didattiche”.(ANSA)

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La Flc-Cgil avverte

DAL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO
ALMENO 16500 DOCENTI PRECARI
PERDERANNO IL POSTO DI LAVORO


Precari ScuolaIl calcolo, su cui pesano 8.000 soprannumerari, è stato fatto dalla Flc-Cgil. A cedere più cattedre sarà la media inferiore (6.750), soprattutto al Sud. E manca ancora l’ulteriore taglio dei 5.000 sull’organico di fatto. Previsioni pessime (per due anni si andrà avanti di questo passo), ma senza i 41.000 pensionamenti sarebbe andata molto peggio.
L’abbattimento di posti vacanti che i docenti precari della scuola non troveranno più in vista del prossimo anno scolastico sembra realizzarsi così come avevano preventivato i sindacati da alcune settimane: a fronte dei 42.102 posti da cancellare, le cui basi generali erano state fissate con la discussa Legge 133/08 e poi definiti attraverso la C.M. n. 38 dell’aprile scorso, saranno almeno 16.500 i docenti a dover ripiegare su supplenze brevi. Il calcolo è stato realizzato dalla Flc-Cgil, che è andata a verificare la consistenza dei tagli immediatamente dopo l’individuazione degli insegnanti di ruolo soprannumerari a seguito della predisposizione da parte del Miur dei trasferimenti: alla luce degli esuberi (in tutto 8.000), il sindacato guidato da Mimmo Pantaleo ha considerato che saranno poco più del doppio, circa 16.500, i docenti non di ruolo che hanno lavorato nell’a.s. 2008-09 ma che da settembre rischiano seriamente di non essere riconfermati. Numeri che senza i 41.000 pensionamenti sarebbero peraltro dovuti essere molto più altisonanti. In ogni caso potrebbero raggiungere quasi quota 20.000: risultano infatti ancora in difetto poiché vanno integrati con i 5.000 (da dividere sempre sui tre cicli scolastici) riguardanti l’organico di fatto. Quella fetta di tagli messa inizialmente in stand by, ma di recente confermata dalle istituzioni tra l’indignazione dei sindacati che avevano ricevuto rassicurazioni in senso contrario dal ministro Gelmini. Senza dimenticare i non pochi migliaia di posti in meno riguardanti il personale Ata (soprattutto i collaboratori scolastici).
Rimanendo sui docenti, la Flc-Cgil ha calcolato anche i vari livelli scolastici: ebbene, sarebbero 6.570 i docenti precari della scuola secondaria di primo grado che nel prossimo anno scolastico hanno concrete possibilità di rimanere senza lavoro. Un numero su cui pesano non poco gli oltre 2.400 professori di ruolo che non troveranno più posto nelle scuole della loro provincia, soprattutto a seguito della revisione di alcune classi di concorso (in particolare lettere ed educazione tecnica). Le regioni con più insegnanti della ex scuola media in esubero risultano quelle del Sud, dove in tutto vi sono 1.344 prof senza più cattedra a disposizione: al primo posto la Campania, con 638 prof in più, poi la Sicilia con 523 e la Calabria con 342. Va molto meglio in Umbria, dove sono appena 7 i prof in più; seguono le Marche, l’Emilia-Romagna ed il Friuli Venezia Giulia. E per i docenti senza titolarità non vi sarà altra scelta che essere collocati su posti occupati ma di fatto liberi (poiché il titolare può risultare distaccato o utilizzato in un altro ruolo) e sinora “coperti” da personale precario. Che così si dovrà accontentare di essere chiamato direttamente dai presidi attraverso le graduatorie d’istituto.
Per quanto riguarda la primaria, il sindacato ha calcolato 2.000 esuberi alla primaria, che comporteranno, sommati ai tagli derivanti principalmente dall’introduzione del maestro unico, oltre 4.000 posti annuali in meno rispetto a quelli assegnati quest’anno. Alle superiori la situazione di esubero riguarderebbe invece 3.600 insegnanti (mentre quella dei precari non confermati ammonterebbe a 6.000 unità). A determinare il decremento di organico sono bastati alcuni “accorgimenti”, come la riconduzione delle cattedre (salvo casi particolari) e 18 ore, l’elevazione del numero di alunni-studenti per classe e la “stretta” sulla concessione di incarichi alternativi all’insegnamento. E l’anno prossimo, quando la riforma entrerà in vigore nel biennio iniziale, comportando una complessiva riduzione del monte orario settimanale, si darà un’ulteriore bella “limata”. Che proseguirà nell’anno successivo, il 2011-2012, se il Governo porterà in porto anche l’ultima tranche dei tagli previsti. Sarà fondamentale, a questo punto, che passi nel decreto anti-crisi estivo l’annunciato emendamento sul contratto di “disponibilità”: una soluzione che garantirebbe agli attuali annuali che rimarranno disoccupati di percepire la metà dello stipendio e il punteggio in graduatoria come se avessero lavorato. Ed anche l’approvazione, da parte del Mef, del decreto sulle immissioni in ruolo, fortemente richieste durante la ministazione del 15 davanti a Montecitorio, potrebbe distendere un po’ gli animi. Almeno in vista della pausa estiva. Sul lungo periodo, invece, per i tantissimi precari della scuola il cielo rimane grigio. Per diverse migliaia tendente al nero. da tecnica scuola (IRPINIANELMONDO)

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3 Risposte to “SCUOLA”

  1. […] SPECIALE LEGALITA’ […]

  2. Dott.Pasquale Dario De Sisto said

    Articolo ed approfondimento estremamente interessanti. Complimenti.Saluti.

  3. […] SPECIALE ANMIC […]

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