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la Campania che non conosci

Il mistero del Volto Santo di Airola

di Vincenzo Napolitano


suor-concettaQuello di Maria Concetta Pantusa, madre di famiglia originaria di Celico, in provincia di Cosenza, ma vissuta per molti anni ad Airola in odore di santità, è il secondo evento straordinario, dopo la santità di Padre Pio da Pietrelcina, nella provincia di Benevento e tra i pochi in Campania. Nella casa di via Monteoliveto oggi riposano i resti della donna, morta nel 1953, meta ogni anno di frequenti pellegrinaggi. Molti i reperti e le testimonianze sull’evento prodigioso, ma la prudenza della Chiesa è tutta nella nelle parole del vescovo di Cerreto Sannita, monsignor Michele De Rosa che così ha dichiarato recentemente alla stampa: “Io ho appiccato il fuoco di questa causa di beatificazione  ma mi corre però anche l’obbligo di fare da pompiere. Se fino ad oggi sono andato secondo legge, osservando le norme e con i piedi di piombo, continuerò a farlo anche adesso. Quando tutto è finito a livello diocesano così come chiede la prassi, sarà mandato tutto il materiale a Roma e sarà una commissione preposta ad esaminare nuovamente tutto quello che è stato prodotto. Dopo di ciò ci resta soltanto da pregare, affinchè chi deve lavorare lo faccia presto. Se tutto andrà a buon fine, la nostra Serva di Dio potrà essere chiamata finalmente Venerabile”. La chiusura della Causa di beatificazione a livello diocesano si terrà nella cattedrale di Cerreto Sannita, “perché Maria  Concetta Pantusa – ha aggiunto il vescovo – non è solo patrimonio di Airola, ma di tutta la diocesi e questo deve essere per tutti noi un onore”.

IL FILM –  Intanto sono in fase di ultimazione le riprese del film documentario “La serva di Dio”, prodotto dal “Centro Videografica Meccariello” sulla vita della madre di famiglia, Maria Concetta Pantusa. Il Comune di Airola ha concesso alla produzione il patrocinio ed un contributo economico, assegnando al film una validità sociale concreta, utile a rafforzare l’immagine del territorio in ambito nazionale.

LA CAUSA DI BEATIFICAZIONE – Il 17 febbraio è una data importante per la città di Airola: nell’umile stanzetta dove viveva , in via Monteoliveto, il 17 febbraio 1947, per tre ore, dalle 13 alle 16, da un’immagine del volto di Gesù della S. Sidone di Torino, suor Concetta Pantusa vide uscire del sangue; sgorgava come da una sorgente e rimase in ebollizione per tre ore. Un evento prodigioso che la Chiesa volle riconoscere due anni fa, con una solenne cerimonia, presieduta da S.Ecc. Michele De Rosa, vescovo di Cerreto-Telese-Sant’Agata dei Goti: il rito ufficiale dell’Ora Nona, celebrato nella suggestiva cornice della Chiesa della SS. Annunziata in Airola, la più grande della Valle Caudina. Quel giorno in prima fila, c’era anche lei, suor Maria Carmela, la figlia 91enne della Serva di Dio, ospite nel Monastero di Clausura Clarisse Regina Coeli di Airola, che partecipò visibilmente commossa alla cerimonia, accompagnata da tutte le consorelle. In centinaia cercarono in ogni modo di avvicinarla e toccarla, quasi fosse lei la protagonista dell’evento spirituale. Lei, schiva, per quanto possibile, tentò sempre umilmente di evittrib-causa-suor-concettaare. Oggi ad occuparsi della straordinaria rivelazione del Volto Santo insanguinato è il Tribunale per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione, nelle persone di mons. Fausto Carlesimo, gudice delegato, d.Domenico A. Napolitano, promotore di giustizia, d.Domenico De Santis, notaio attuario, e la Commissione dei Periti Storici, nelle persone di mons.Antonio Di Meo, presidente, p.Vittorio Balzarano e Ulderico Parente, membri. Le due Commissioni dovranno raccogliere prove, documenti, scritti, diari, lettere e testimonianze, in grado di acclarare in modo inconfutabile la santità di Maria Concetta Pantusa. Il ruolo di coordinatore è affidato al rev. Fr.Luca M. De Rosa, postulatore legittimamente costituito. Ma soprattutto bisognerà che venga riconosciuto un miracolo, compiuto attraverso l’intercessione della Serva di Dio. Fortemente voluta dall’Associazione “Pia Unione del Santo Volto” di Airola, è in corso la Causa di Beatificazione della Serva di Dio Maria Concetta Pantusa, che nella cittadina caudina ha vissuto una parte della sua vita.

SARA’ BEATA ? – Dunque Maria Concetta Pantusa, madre di famiglia, potrebbe diventare beata. Non è solo un auspicio, ora che si il Tribunale per la Sessione di Apertura sta lavorando all’inchiesta diocesana. Un atto importante che pone le basi reali per un fattivo processo da inoltrare all’attenzione di Sua Santità, Benedetto XVI. Di certo non sarà facile , né rapido, ma le premesse concrete ora ci sono. suor-concetta_5Ormai da decenni, la Casa del Volto Santo di via Monteoliveto ad Airola è meta di continui pellegrinaggi, soprattutto il 17 febbraio. Migliaia di fedeli con diversi pullman provenienti da Celico (CS), luogo dove la Serva di Dio nacque, da ogni luogo della regione, ricordano e partecipano con gioia a questo evento straordinario: il secondo in assoluto, dopo la santità di Padre Pio da Pietrelcina, nella provincia di Benevento e tra i pochi in Campania, negli ultimi cento anni. La “Pia Unione del Santo Volto”, peroratrice della causa,  chiede che il processo vada avanti spedito come l’inchiesta diocesana e sollecita l’esame e la raccolta di prove, documenti, scritti, diari e lettere. Perché Maria Concetta diventi Beata occorre infatti che venga riconosciuto un miracolo, compiuto attraverso l’intercessione della Serva di Dio. Ormai da decenni, la Casa del Volto Santo di via Monteoliveto ad Airola, eretta nel 1981 a Santuario, è meta di continui pellegrinaggi, soprattutto il 17 febbraio, giorno in cui una sua immagine di Gesù trasudò sangue.

MA CHI ERA SUOR CONCETTA ? – Nasce a Celico, in provincia di Cosenza, nel 1894. Giuditta, sua madre, era religiosissima. Suo padre Pasquale, al contrario, era molto autoritario e dalla personalità complessa al punto da arrivare a proibire il battesimo per sua figlia. La buona Giuditta, tuttavia, la fa battezzare segretamente. La vita accanto a quest’uomo non è per niente facile sin dagli inizi. Egli, infatti, la sposa fingendosi religioso e poi si oppone alla Comunione e Cresima di Maria Concetta e anche al suo desiderio di farsi suora. Per dissuaderla la porta in Brasile con sé col pretesto di avere bisogno di lei per accudirlo. La ragazzina lo segue ubbidiente, nonostante si trovi costretta a vivere chiusa in casa ogni giorno fino al suo ritorno. Subisce da lui ingiurie, maltrattamenti e imprecazioni. Cresceva in lei sempre più il desiderio di donarsi a Dio, ma a ventanni suo padre la costringe a sposare Vito De Marco, emigrato dalle Puglie in America. Dopo un anno nasce una figlia, Maria Carmela. Rientra in Italia e si stabilisce con suo marito e la bambina vicino a Bari. Successivamente, a causa della partenza di lui al fronte militare, trova accoglienza presso la casa dei suoi genitori. Qui rimane anche dopo la tragica morte del marito. La sua umiltà e il suo spirito di servizio suscita l’ammirazione di tutti. Per un anno rimane cieca e immobile e all’improvviso, sorprendentemente, guarisce. Il padre la caccia di casa e nel 1927, Maria Concetta si appoggia in un primo periodo presso le suore del Sacro Cuore a Cosenza. Successivamente, con la speranza di poter entrare con la figlia, si reca presso il Monastero delle Clarisse a Benevento. Qui la Madre Superiora le dice che può accogliere solo Maria Carmela. Fenomeni mistici si moltiplicano in Maria Concetta nel corso degli anni successivi. Il suo corpo si riempie di piaghe alle mani, ai piedi e al costato. Nel 1947 ha l’apparizione del volto di Cristo. E’ particolarmente vicina ai bambini e alle madri. La sua vita è stata costellata di grandi dolori, ma lei non ha mai smesso di amare incondizionatamente il suo prossimo. Visse a via Monteoliveto in povertà e generoso servizio degli umili per più di 23 anni. Morì nella sua casa di Airola il 27 marzo 1953, all’età di 59 anni. Il 10 febbraio 2007 si è aperto il processo di beatificazione.suor-concetta_4 Circondata in vita da una diffusa fama di santità, questa è andata crescendo fino ai nostri giorni. Erano molti i suoi devoti che auspicavano da tempo che fosse avviata una canonica Inchiesta sulla vita e le virtù della Serva di Dio, perché la santità di vita dell’esemplare testimone dell’Amore venisse riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa. La casa dove ella è vissuta, oggi nota come Casa del Volto Santo, in via Monteoliveto, 33 custodisce gelosamente le testimonianze di diversi eventi mistici legati a suor Concetta ed è meta di continuo pellegrinaggio di fedeli, soprattutto nel mese di febbraio. Come osserva in un suo scritto padre Stefano Pompilio “…La “santità” di Maria Concetta Pantusa fu alimentata dalla spiritualità della Passione di Gesù Cristo, essendo stata diretta, per lunghi anni, fino alla morte dai padri Passionisti del vicino convento di Monteoliveto, desiderando, tra l’altro, come Santa Gemma Galgani, di diventare lei stessa monaca passionista. Le sue spoglie mortali furono sepolte nella Cappella cimiteriale dei Passionisti di Airola. Da qui vennero traslate il 25 gennaio 1981, con il permesso del Vescovo del tempo, monsignor Ilario Roatta, nel santuario del Volto Santo, di Via Monteoliveto, dove era vissuta per molti anni e morta in concetto di santità. Da allora questo luogo di preghiera è diventato meta costante e punto di riferimento di molti devoti della Serva di Dio. E in Airola, come in altri luoghi a lei cari e dove visse, Maria Concetta Pantusa ha ancora molti che ebbero la possibilità e il dono di conoscerla personalmente. Sono particolarmente loro a dover testimoniare sulla vita di questa madre di famiglia che ben comprese da che parte era la gioia e la felicità vera”.

(Le foto di questo speciale sono tratte dalla rete)


* * * * *

 

Una Risposta to “Il mistero del Volto Santo di Airola”

  1. catia1963 said

    e’ bellissimo questo racconto dellavita di s. concetta, tanto che ho il desiderio

    di poter avere una sua immagine e reliquia

    catia

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