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Mieloma multiplo, importante novità nella ricerca in Campania

Posted by redazione su 5 marzo, 2021

Mieloma multiplo, scoperto sulle cellule tumorali un “difetto” che consente di rallentare la progressione della malattia. Nuovo farmaco presto disponibile al Cardarelli
In Regione circa 300 pazienti potrebbero beneficiare di un nuovo anticorpo monoclonale (belantamab mafodotin) appena approvato dall’EMA. Quasi triplicata negli studi clinici la sopravvivenza nei pazienti che non rispondono alle cure con le tre principali classi di farmaci.
I pazienti con mieloma multiplo sono tra i più fragili nei confronti del Covid-19. Non solo perché se contagiati hanno un maggior rischio di andare incontro a complicanze gravi, soprattutto polmoniti, ma anche perché devono spesso recarsi in ospedale per controlli e terapie. Al momento non c’è una terapia in grado di eradicare la malattia e quindi di guarirla definitivamente, ma negli ultimi anni si sono fatti importanti passi in avanti per trattare anche i casi più difficili. L’ultimo di questi è stato individuare un nuovo ‘target’ sulla superficie delle cellule malate, nel quale è possibile inserirsi per colpirle. In sostanza un ‘bug’, un ‘varco’, da sfruttare. A farlo è un anticorpo monoclonale ‘coniugato’, composto cioè da due molecole: un anticorpo monoclonale umanizzato (belantamab) e un elemento (mafodotin) in grado di entrare nella cellula per colpire una proteina ‘chiave’ per lo sviluppo della malattia (BCMA, antigene di maturazione delle cellule B). *Questa nuova terapia, in assoluto la prima nel suo genere, ha dimostrato negli studi clinici di essere in grado di controllare il mieloma e di aumentare la sopravvivenza in pazienti pluritrattati, per i quali non esistono ad oggi ulteriori possibilità terapeutiche. Tra qualche mese sarà disponibile anche in Italia, dove si calcola che annualmente siano circa 200 i pazienti che potranno beneficiarne da subito, delle circa 5000 nuove diagnosi di mieloma. Ma grazie all’approvazione europea il farmaco è stato anche inserito nell’Expanded Access Program, che fino all’approvazione da parte di AIFA ne consente l’uso in particolari situazioni cliniche: grazie a questo programma, belantamab mafodotin è già stato fornito gratuitamente dall’azienda produttrice a 49 Centri in 15 Regioni per curare 70 pazienti che altrimenti non avrebbero avuto alcuna alternativa terapeutica.
“Nella nostra Regione ogni anno si ammalano di mieloma multiplo 500 persone – spiega Felicetto Ferrara (nella foto), direttore UOC di Ematologia all’Ospedale Cardarelli di Napoli –. Di queste, la grande maggioranza va incontro a recidiva della malattia e, per una percentuale non trascurabile, il farmaco è più di una speranza. Nel nostro centro di ematologia vengono seguiti prevalentemente in regime di day-hospital 170 pazienti /anno con i regimi terapeutici più avanzati, incluso il trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche. Ovviamente i nuovi farmaci vengono considerati appena possibile, grazie anche al cosidetto EAP (expanded access program) che viene messo a disposizione dalle Aziende Farmaceutiche, prima dell’immissione in commercio. Ciò ci consente di familiarizzare con il nuovo farmaco e di essere in grado di somministrarlo con le modalità ottimali una volta pienamente disponibile. Siamo inoltre coinvolti in diversi studi clinici su nuovi farmaci nelle malattie tumorali del sangue, incluso il mieloma multiplo.

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