ENZO NAPOLITANO

Storie a un passo dalla vita

Archive for aprile 2020

Al controllo, centauro privo di patente e documenti riparte a gran velocità

Posted by redazione su 29 aprile, 2020

Militari della Stazione Carabinieri Forestale di San Giorgio del Sannio, durante un servizio di pattuglia mirato al controllo del territorio nelle zone rurali, sorprendevano alla via Sterpara del medesimo Comune un soggetto a bordo di un motoveicolo KTM 300 per uso fuoristrada (motocross), che veniva immediatamente fermato per sottoporlo a controlli. Durante gli stessi il soggetto, privo di patente di guida e di documenti identificativi, informato dai militari che il motoveicolo in questione fosse sotto sequestro amministrativo per le violazioni al C.D.S. riscontrate su strada di pubblico transito (i motocross propriamente detti possono circolare solo su circuiti autorizzati in quanto sprovvisti di targa e di copertura assicurativa), improvvisamente ripartiva a bordo della motocicletta a velocità sostenuta, compiendo manovre pericolose per la propria e l’altrui incolumità e sottraendo materialmente il motoveicolo al vincolo del sequestro del quale era stato teste’ informato. Nonostante la parzialità dei dati anagrafici acquisiti verbalmente sul posto, grazie alla tempestiva collaborazione della Polizia Municipale di San Giorgio del Sannio, i Militari Forestali riuscivano a risalire all’identità del soggetto, residente nel medesimo Comune. Rintracciato presso il proprio domicilio, lo stesso veniva compiutamente generalizzato e denunciato alla procura della Repubblica di Benevento, mentre il motoveicolo di sua proprietà, rinvenuto in loco, veniva posto sotto sequestro penale d’iniziativa per violazione degli artt. 337 c.p. (resistenza a pubblico ufficiale) e 349 c.p. (violazione di sigilli). Per le medesime condotte illecite il rubricato soggiace altresì alle sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada e da quelle previste per la violazione delle vigenti misure di contenimento finalizzate a fronteggiare l’emergenza epidemiologica da covid-19.

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Covid-19, cosa ci aspetta. La previsione dell’ASviS

Posted by redazione su 28 aprile, 2020

Il Coronavirus è la principale crisi sanitaria globale dei nostri tempi e la più grande sfida che abbiamo affrontato dalla seconda guerra mondiale. I paesi stanno correndo per rallentare la diffusione del virus che si sta muovendo come un’onda, un’onda che potrebbe ancora schiantarsi su quelli meno capaci di farne fronte. Ma COVID-19 è molto più di un’emergenza sanitaria e possiede il potenziale per creare devastanti crisi sociali, economiche e politiche che lasceranno profonde cicatrici. Se globale è la sfida, altrettanto deve essere la reazione dei singoli paesi. In questo momento è infatti importante che le risposte siano complete, nonché eque ed inclusive, in modo che nessuno venga escluso e che i paesi possano continuare a compiere progressi nel raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, uno sviluppo anch’esso globale ed integrato, dove un’esigenza (es. economica/lavorativa) non prevale sulle altre (es. ambientale o sociale). Secondo l’International Institute for Sustainable Development, l’emergenza è un’occasione per dar forma allo sviluppo sostenibile sotto tre punti di vista: la mancanza di pianificazione e preparazione del sistema sanitario per l’epidemia ha fortemente dimostrato l’importanza della resilienza, ovvero la capacità dei sistemi umani di anticipare, far fronte e adattarsi. La resilienza è anche fondamentale per il modo in cui le nostre comunità e istituzioni devono rispondere ai cambiamenti climatici, per evitare ulteriori dolori e tragedie; le misure economiche che i governi di tutto il mondo stanno attuando devono aprire la strada a un’economia più sostenibile: periodi di elevata disoccupazione e bassi tassi di interesse sono il momento giusto per nuovi investimenti e infrastrutture a basse emissioni di carbonio; la pandemia ingigantisce l’impatto della disuguaglianza e il colpo più duro lo subiranno i poveri nei paesi in via di sviluppo, dove i lavoratori già in difficoltà non avranno il vantaggio di avere reti di sicurezza sociale ed incentivi, per questo è necessario aiutare questi paesi a finanziare l’appiattimento della curva pandemica. Più a lungo termine, dobbiamo raddoppiare gli sforzi per promuovere sistemi economici sostenibili, compresi il commercio equo e gli investimenti. In Italia l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile (ASviS) ha effettuato una valutazione qualitativa della crisi sull’andamento degli oltre 100 indicatori utilizzati per elaborare gli indici compositi per gli obiettivi dell’Agenda 2030. La valutazione è andata a guardare gli effetti a breve termine (cioè nel corso del 2020), ipotizzando entro il mese di giugno la fine delle attuali restrizioni alla mobilità delle persone e allo svolgimento delle attività economiche

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Inseguimento sulla Telesina, auto dei ladri finisce contro il guard-rail

Posted by redazione su 27 aprile, 2020

Nella notte presso la Centrale Operativa di Cerreto Sannita giungeva segnalazione dell’avvenuto furto all’interno di una tabaccheria di quel centro, dove ignoti, dopo aver forzato la porta d’ingresso, avevano asportato stecche di sigarette, gratta e vinci e denaro contante. Dai successivi accertamenti si stabiliva che gli autori erano 4 persone a bordo di autovettura AUDI A6. Pertanto, la Centrale Operativa allertava tutte le pattuglie dell’Arma in servizio per il controllo del territorio nella provincia di Benevento e quelle limitrofe per le ricerche della suddetta auto. Nel corso delle ricerche diramate il veicolo veniva intercettato da personale dell’autoradio del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cerreto Sannita, mentre si allontanava a forte velocità dal centro di Faicchio (BN), ne nasceva un inseguimento lungo la strada Statale Telesina che terminava allo svincolo per Gioia Sannitica (CE), dove il mezzo andava a sbattere contro un guard-rail, tuttavia gli occupanti riuscivano a scappare e dileguarsi nelle campagne circostanti. Le ricerche immediate dei fuggitivi mediante il dispositivo previsto in queste circostanze non ha sortito l’effetto sperato. L’auto, utilizzata dai malviventi, è risultata rubata e, dopo gli accertamenti del caso, sarà restituita al legittimo proprietario. All’interno del veicolo i militari hanno rinvenuto la refurtiva rubata alla tabaccheria, sigarette e gratta e vinci, e gli attrezzi da scasso utilizzati dai malviventi. In merito sono le indagini del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cerreto Sannita per riuscire a identificare gli autori.

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Airola, liquidato il Tfr agli ex dipendenti della Benfil

Posted by redazione su 26 aprile, 2020

In un momento economico particolarmente delicato per il territorio, è stato finalmente pagato dopo ben sette anni, il Tfr agli ex dipendenti della Benfil di Airola. L’azienda bergamasca, posta in liquidazione volontaria nel giugno del 2010, era stata ammessa al trattamento di integrazione salariale straordinario, Cigs, dapprima ordinario e poi in deroga. Successivamente la stessa avviò una procedura di licenziamento collettivo per cessazione attività per tutti i lavoratori, che si concludeva il 10 ottobre 2013, senza alcuna liquidazione del trattamento di fine rapporto (Tfr). Da qui l’azione legale delle maestranze per il riconoscimento del diritto.
Com’è noto la Benfil srl, a seguito dell’ottenimento di aiuti pubblici, nel 2003 si era insediata nell’area industriale di Airola, in via Caracciano, negli stabilimenti abbandonati dalla ex Alfa Cavi, facenti capo al gruppo Pirelli. I suddetti aiuti prevedevano la garanzia di un periodo di produzione a regime di cinque anni per ottenere i benefici dello Stato. Infatti, scaduto il quinquennio, nel 2008, scattò lo stato di crisi, con l’annuncio della cessazione delle attività. Ottenuto l’annullamento del licenziamento, confermato in tutti e tre i gradi di giudizio, i dipendenti della Benfil srl hanno presentato anche una serie di ricorsi per il pagamento del Tfr maturato che alla fine, nonostante l’opposizione della ex azienda di dipendenza, sono stati accolti integralmente.
Una battaglia giudiziaria lunga e faticosa – commentano gli avvocati difensori dei lavoratori Benfil, Giacomo Buonanno e Pasquale Moscato – che finalmente ci ha dato i risultati sperati, consentendo la liquidazione integrale del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) a tutti i lavoratori, in un periodo di particolare bisogno. Ringraziamo per la fiducia accordataci i rappresentanti locali della Cisl-Femca, che insieme ai lavoratori hanno sempre creduto nella nostra difesa”.

Nella foto gli avvocati Giacomo Buonanno e Pasquale Moscato

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Centro migranti, costretto a dichiarare numeri falsi. Quattro gli indagati dalla Procura

Posted by redazione su 24 aprile, 2020


Nella mattinata odierna è stata eseguita da personale della Squadra Mobile di Benevento ordinanza di applicazione della misura dell’obbligo di presentazione alla P.G., emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica di Benevento bene nei confronti di quattro persone gravemente indiziate di concorso in truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e di minaccia per costringere taluno a commettere un reato. L’ordinanza è scaturita dagli approfondimenti investigativi disposti a seguito delle dichiarazioni rese da un mediatore culturale, collaboratore presso un centro di accoglienza per migranti sito in Morcone (BN), il quale veniva ripetutamente costretto ad attestare falsamente, dietro minaccia del licenziamento, la presenza di un numero di stranieri non corrispondente a quello effettivo, al fine di conseguire indebitamente la cifra prevista per ciascun migrante, calcolata per ogni ospite sulle “effettive presenze giornaliere”, nonostante per i periodi di riferimento le presenza effettive fossero inferiori a quelle falsamente attestate. Il denunciante, dopo essere stato costretto per diversi mesi a sottoscrivere falsamente i fogli di firma da depositare all’Ufficio Territoriale del Governo di Benevento, denunciava il sistema truffaldino posto in essere dai gestori della struttura, riscontrandosi, a seguito di un controllo a sorpresa presso il centro da parte di personale della Squadra Mobile, l’assenza di numerosi migranti, che avevano apparentemente apposto la loro firma sui fogli di presenza inviati in Prefettura. L’ attività d’indagine, coordinata da questa Procura, proseguiva mediante l’esame della documentazione sequestrata, nonché attraverso l’analisi dei tabulati telefonici delle utenze in uso ai migranti, così da trovare pieno riscontro le dichiarazioni del lavoratore, disegnando un solido quadro indiziario a carico dei quattro indagati, posto base delle ordinanze applicative delle misure cautelari da parte dell’ufficio GIP.

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Rifiuti pericolosi e frode in commercio, vasta operazione in corso coordinata dalla Procura di Benevento

Posted by redazione su 23 aprile, 2020

Nella mattinata odierna una vasta operazione di polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, è stata portata a termine dai militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Avellino. L’operazione che ha visto impegnati – nella sola provincia irpina – oltre 60 Carabinieri forestali è scaturita dalla esecuzione di un decreto, adottato dalla Procura della Repubblica di Benevento, avente ad oggetto diverse perquisizioni domiciliari e a sedi societarie costituenti una intera rete commerciale ramificata sul territorio nazionale, per i reati di cui agli artt. 81 cpv, 110, 441, 515, 517 c.p. e 256 D. Lvo 152/2006. In Campania sono state interessate tutte le province, per un totale di 18 sedi perquisite dai NIPAAF (Nuclei investigativi di polizia agro-ambientale e forestale) dei Gruppi CC Forestali territorialmente competenti. Altre perquisizioni hanno riguardato sedi societarie in provincia di Brescia, Bari, Campobasso, Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza, anch’esse eseguite dai Reparti Carabinieri Forestale operanti nelle rispettive province. Sono state sottoposte a sequestro confezioni – in buste da 15 kg – di pellet contaminato e pericoloso per la salute pubblica, per un quantitativo complessivo di prodotto in corso di esatta quantificazione ma non inferiore, allo stato, a 20 tonnellate . Due, finora, sono le persone indagate a piede libero, che dovranno rispondere, e potranno nel prosieguo dimostrare la loro estraneità ai fatti, di illecita gestione (commercio ed intermediazione) di rifiuti pericolosi, adulterazione di sostanze pericolose, frode in commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Sono i risultati di una laboriosa indagine, durata diversi mesi, coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, che ha avuto inizio con il rinvenimento, a seguito di un controllo mirato dei Carabinieri della Stazione forestale di Summonte (AV), in un esercizio commerciale di Atripalda, gestito da soggetti di nazionalità cinese, di buste di pellet che mostravano delle anomalie sia in quanto al contenuto, sia all’etichettatura. Dalle indagini successive è risultato che il pellet proveniva da una azienda di Flumeri, con sede legale a Mirabella Eclano, costituente lo snodo principale di distribuzione per i rivenditori del centro-sud. Dalle analisi chimiche sono emerse tracce di vernici e gesso, presenza di sostanze pericolose come fluoro e formaldeide, valori di cloro, zolfo e ceneri molto superiori ai valori limite, nonché elevata presenza di piombo. Ciò a testimoniare che il pellet non era stato ottenuto da pura massa legnosa, bensì da legni già usati e trattati per la realizzazione di prodotti (es. infissi, mobilio) arrivati a fine vita e pertanto classificabili come rifiuti di legno contenenti sostanze pericolose, che andavano destinati allo smaltimento in appositi impianti e non al riscaldamento domestico, con grave rischio sia ambientale che sanitario, specie in caso di uso prolungato. In particolare la formaldeide è stata indicata dallo IARC (Agenzia Internazionale sulla Ricerca del Cancro) tra i composti del gruppo I (cancerogeni certi). Essendo un agente con probabile azione cancerogena è stato raccomandato un livello di concentrazione il più basso possibile. L’OMS ha fissato un valore guida pari a 0,1 mg/m3 (media su 30 minuti). La merce contaminata proviene dall’estero attraverso una società esportatrice di nazionalità egiziana ed arriva in Italia tramite un’altra società egiziana di trasporto in container via mare, con terminal al porto di Salerno. Le buste di pellet pericolose poste in commercio e destinate agli impianti civili di ignari consumatori sulla scorta di certificazioni di qualità inesistenti, vengono poste in commercio ingannevolmente come prodotti di alta qualità, mentre si tratta di rifiuti pericolosi. Il giro di affari complessivo di tali traffici ammonta a circa due milioni di euro. Gli investigatori da tempo avevano concentrato attenzione su questa tipologia di merci per l’impatto sull’inquinamento atmosferico legato anche ai prodotti della combustione negli impianti civili. Tale impatto troverebbe conferme in questi periodi prolungati di traffico veicolare ridotto in cui la concentrazione di polveri sottili rimane comunque significativa, come accade quando, a differenza di quanto è indicato nelle confezioni, viene bruciato pellet di scarsa qualità o, come in questo caso, pericoloso per la salute.
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Nigeriano arrestato per tentata estorsione

Posted by redazione su 22 aprile, 2020

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Stazione di San Giorgio del Sannio sono intervenuti all’interno di un Centro di Accoglienza Straordinario di quel centro, dove, dopo le opportune verifiche hanno tratto in arresto un cittadino extracomunitario 28enne di nazionalità nigeriana, alloggiato all’interno della stessa struttura ricettiva per tentata estorsione. Nel dettaglio, i militari hanno accertato che il prefato, con alcuni utensili come un’ascia ed un martello, da qualche giorno stava minacciando gli altri ospiti del centro di accoglienza tentando di estorcere loro una somma di denaro pari a 50 euro ciascuno. I carabinieri hanno constatato che, l’uomo, con i suddetti utensili, aveva da poco danneggiato le suppellettili di una stanza, dove due migranti si erano rifugiati per sottrarsi alla violenza ed alle pretese del loro compagno. Nel corso della perquisizione i carabinieri, all’interno dell’alloggio del prefato, hanno poi rinvenuto e sequestrato gli attrezzi utilizzati dal 28enne e, quindi, dopo le consuete formalità, procedevano all’arresto dell’uomo per il reato di tentata estorsione. Su disposizione del Sostituto Procuratore di Turno l’ospite del Centro di accoglienza è stato poi tradotto presso la locale Casa Circondariale a disposizione della stessa Autorità Giudiziaria.

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San Giorgio, violenta lite tra coniugi. Arrestato il marito

Posted by redazione su 18 aprile, 2020

I militari del Comando Stazione di San Giorgio del Sannio, la notte scorsa sono intervenuti in un centro del territorio di competenza per una segnalazione di una violenta lite tra coniugi. La coppia, che da tempo vive una relazione molto conflittuale, ieri sera è arrivata a nuovi contrasti anche violenti; l’uomo contro il volere della propria moglie l’avrebbe costretta a subire un atto di violenza sessuale. La donna, dopo qualche ora aveva confidato telefonicamente l’accaduto alla figlia che vive fuori regione, la quale, nel corso della notte, ha informato i Carabinieri. I militari, già a conoscenza dei problemi di esistenti tra la coppia, sono giunti nella notte presso l’abitazione, ove vivono i coniugi ed hanno fatto luce su quanto accaduto dalle prime ore di ieri sera. La donna è stata visitata e medicata dai sanitari del 118 chiamati dai Carabinieri, non ha avuto bisogno di cure mediche ospedaliere per le ferite riportate. Nel corso della notte è stata accompagnata dai militari presso il Comando Stazione di San Giorgio del Sannio, ove ha trovato la forza di denunciare l’aggressione del proprio marito. L’uomo, pertanto, è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale e il sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento che ha coordinato l’escussione della vittima ha disposto il trasferimento dell’uomo in carcere.

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Benevento, tunisino ubriaco mette a soqquadro il Pronto soccorso

Posted by redazione su 17 aprile, 2020

Alle ore 20:00 di ieri sera 16 Aprile, giungeva una telefonata alla Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Benevento da parte dei sanitari del pronto soccorso Fatebenefratelli, i quali segnalavano che un uomo di origini tunisine stava danneggiando i locali del pronto soccorso con un estintore. Appena giunti gli equipaggi dei carabinieri, l’uomo, si è presentato senza maglia con i pantaloni abbassati e con un estintore in mano con il quale aveva già danneggiato le suppellettili presenti nell’atrio d’ingresso. Alla vista dei militari cercava di guadagnare la fuga lanciando l’estintore contro loro, ma veniva raggiunto e bloccato; successivamente identificato in un tunisino venticinquenne residente a Marano di Napoli, ma di fatto senza fissa dimora da tempo su Benevento. Nel corso della notte è stato dichiarato in arresto per danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale: l’uomo già verso le 18.30 era stato soccorso al Fatebenefratelli, perché in preda ad uno stato di alterazione alcoolico. A distanza di breve tempo era poi tornato allo stesso Pronto Soccorso e, preso un estintore aveva danneggiato il vetro di un’anta della porta scorrevole dell’ingresso della sala d’attesa del pretriage, il vetro inferiore di una porta d’ingresso del pedonale e la finestra del triage. Danneggiato e scardinato anche il telaio delle due porte d’ingresso. Il Pubblico Ministero dott.essa Rosa della Procura della Repubblica di Benevento ha disposto che l’uomo nel corso della notte venisse trasferito presso la locale Casa Circondariale. A causa dei danni materiali riportati il pronto soccorso della struttura ospedaliera ha dovuto sospendere le attività

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Salerno, il progetto sulle monete di Elea Velia vince Art Bonus 2020

Posted by redazione su 17 aprile, 2020

ll Concorso “Progetto Art Bonus dell’anno” proclama vincitore della quarta edizione il progetto di restauro “Le Monete di Elea/Velia” che, promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, diretta da Francesca Casule, ha ricevuto il maggior numero di voti – 3.245 su un totale di 31.250 – raccolti sui canali social e sul sito concorsoartbonus.it. Il concorso, che premia ogni anno progetti realizzati attraverso l’Art Bonus ed è organizzato da ALES SpA (società responsabile del programma di gestione e promozione dell’Art Bonus per conto del MiBACT) e da Promo PA Fondazione – LuBeC, ha visto quest’anno in gara 166 progetti, registrando un aumento del 40% rispetto alla precedente edizione e un particolare incremento delle proposte provenienti dal Sud Italia. Triplicati anche i voti totali ricevuti, grazie all’introduzione della possibilità di esprimere la propria preferenza anche sui social network oltre che sul sito internet. La premiazione, prevista lo scorso 9 marzo, è stata annullata a causa delle misure restrittive dovute all’emergenza sanitaria in corso, ma sarà comunque possibile conoscere i progetti finalisti e la testimonianza dei partecipanti attraverso video, immagini e racconti che saranno pubblicati nelle prossime settimane sui social network di Art Bonus. L’ente beneficiario e il donatore del progetto vincitore riceveranno una targa di riconoscimento. Ai dieci progetti più votati saranno assegnati invece attestati di riconoscimento. L’Art Bonus è la misura fiscale promossa per favorire il mecenatismo culturale e della quale ad oggi hanno beneficiato già 1.834 enti e oltre 15.000 mecenati, per un totale di 3.700 interventi e 451 milioni di euro raccolti su tutto il territorio nazionale.

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