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la Campania che non conosci

Archive for marzo 2016

Cantieri teatrali, Airolandia rivisita Pinocchio

Posted by enzonapolitano su 12 marzo, 2016

Airolandia Cantieri TeatraliLa favola torna ed essere uno strumento psicologico per stimolare la creatività di grandi e piccini, soprattutto quanto ci si interroga a scena aperta sui ruoli e sulle trame, che il racconto ha già tracciato: cambiano allora gli stereotipi ed il palcoscenico svanisce. La storia si trasferisce in mezzo al pubblico. E’ il senso dello spettacolo prodotto dall’Associazione culturale “Airolandia” Cantieri teatrali dal titolo “I miei burattini”, scritto e diretto da Pino Carbone, insieme ai tre attori che andranno a rappresentarlo questa sera, alle ore 20,30 nella sede-teatro dell’associazione, in via San Carlo. La performance, che ha visto già altri due appuntamenti, ieri e venerdì, vuole in sostanza rivisitare le vite dei personaggi dalla favola di Collodi “Pinocchio”, che rappresentano insieme le diverse sfaccettature dell’animo umano: si alternano sulla scena Lucignolo e la Volpe (Diana Cusani); il Gatto ed il Grillo Parlante (Nina Cioffi); Geppetto e la Fata Turchina (Vito Gabriele Cioffi); il tutto presentato dal severo Mangiafuoco (Pino Carbone). La storia riparte diversi anni dopo la favola originale ed è suddivisa in sei monologhi. Il protagonista è sempre lui, Pinocchio, il quale sarà presente tra il pubblico, ma tutti i personaggi hanno un conto in sospeso, una questione aperta con lui. Una storia vissuta insieme, una strada che percorsa fianco a fianco, ma Pinocchio è arrivato alla fine della storia, mentre gli altri ora vogliono parlare: il palco è loro, loro la scena, loro le vite, loro le storie. Gli aneddoti non mancano e nemmeno le emozioni ed i sentimenti di vite portate a tracollo, strette, come uno zaino del quale nessuno conosce il contenuto. Parte la sperimentazione. E così nel raccontarsi, i personaggi prendono vita allontanandosi sempre più dalla favola, perchè ogni vita si scontra con la necessità, con il desiderio, con gli ostacoli e i rimpianti, con le ambizioni e le speranze. In quella realtà che è lontana dal ricordo e dall’idea.

Foto: repertorio.

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Dal Giappone a Caserta approda il Cha no yu

Posted by enzonapolitano su 7 marzo, 2016

cineseUn angolo di Giappone a Caserta. È quello che l’associazione sportiva dilettantistica Armonia – Dojo Karatekai ha tenuto a San Leucio. In quell’occasione gli associati e gli appassionati delle culturehanno svolto il Cha no yu, la tradizionale cerimonia del tè di origine nipponica. Un momento simile, in occidente, è stato reso celebre dall’usanza inglese di dedicare un’ora della giornata alla consumazione di questa bevanda, ma in oriente, tra Cina e Giappone, ciò significa molto di più. Per loro, bere il tè, è un vero e proprio rito spirituale, che si svolge con la sacralità di una celebrazione religiosa. Persino il luogo in cui è organizzato deve avere precise caratteristiche: stanze piccole per aumentare il senso di raccoglimento e permettere, nel silenzio, una lenta meditazione. Così come per la tradizionale cerimonia giapponese, anche sul tatami dell’asd Armonia – Dojo Karatekai si va scalzi. Mancano gli abiti tradizionali, ma l’incontro ha seguito in tutto e per tutto lo svolgimento formale del rito nipponico: i gesti sono studiati nei minimi dettagli e c’è grande attenzione e rispetto per tutti i presenti. Così, gli amanti del Giappone, o i semplici curiosi, hanno avuto l’occasione di vivere, nella propria città, le affascinanti particolarità di una cultura lontana migliaia di chilometri. “Gli invitati non vengono soltanto per bere una tazza di tè: questo è quasi secondario. Gli invitati vengono soprattutto per passare un momento fuori dal tempo, fuori dal secolo, per fare un incontro con il cuore profondo della vita, mettersi in armonia con sé stessi, con gli altri, con le cose, con la natura, con il cosmo intero. Essi vengono a prendere un bagno di pace”. Lo diceva Sen no Rikyū, il monaco buddista che nel XVI secolo codificò la cerimonia del tè.

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Al Duel di Caserta il film oscar Il figlio di Saul

Posted by enzonapolitano su 7 marzo, 2016

il-figlio-di-saul-poster-locandinaAl Duel Village IL FIGLIO DI SAUL , vincitore dell’Oscar come miglior film straniero e del Gran Premio della Giuria a Cannes. Appuntamento  domani, martedì 8 marzo, alle ore 17.30 nell’ambito del cineforum di Caserta Film Lab. Giudicato come un’assoluta rivelazione e osannato come un capolavoro dalla critica di tutto il mondo, ‘Il Figlio di Saul’ di Làszlò Nemes,èuno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno. La storia è quella di Saul Ausländer, membro dei Sonderkommando di Auschwitz, i gruppi di ebrei costretti dai nazisti ad assisterli nello sterminio degli altri prigionieri. Mentre lavora in uno dei forni crematori, Saul scopre il cadavere di un ragazzo in cui crede di riconoscere suo figlio. Tenterà allora l’impossibile: salvare le spoglie e trovare un rabbino per seppellirlo. Ma per farlo dovrà voltare le spalle ai propri compagni e ai loro piani di ribellione e di fuga.

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Caserta, martedì la scrittrice Dacia Maraini al Buonarroti

Posted by enzonapolitano su 7 marzo, 2016

Dacia MarainiMartedì 15 marzo alle ore 17,30 presso l’aula magna dell’I.T.S. “Buonarroti” di Caserta si terrà un incontro con la scrittrice Dacia Maraini dal titolo “Storia e cronaca s’incrociano con la narrativa”. Interverranno: Antonia Di Pippo, dirigente del Buonarroti, La giornalista Marilena Lucente, la storica Nadia Verdile. Ingresso libero.

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Montesarchio, successo del Charity Gala della Fondazione Affinita

Posted by enzonapolitano su 7 marzo, 2016

Chiara AmiranteSi è svolto al Cristina Park Hotel di Montesarchio il XVI Charity Gala della Fondazione Angelo Affinita Onlus. Scopo della serata erafar conoscere sempre più le attività e i programmi futuri della Fondazione, che da sempre si occupa di infanzia negata e digiovani in condizioni di necessità. Tra gli ospiti la scrittrice Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti, il Vescovo di Caserta Mons. Giovanni D’Alise, e Padre Renato Chiera, fondatore della Casa do Menor, ONG brasiliana assistita dalla Fondazione. Al termine della serata, queste le parole del Consigliere Giovanni Affinita: “La Fondazione in questi anni è molto cresciuta, e il nostro obiettivo è quello di essere sempre piu’ presenti non solo sul territorio locale, ma in sinergia con altri operatori attivi nel sociale perchè la solidarietà non abbia confini. E Chiara Amirante, Padre Renato Chiera e Mons. D’Alise sono la prova vivente di quanto noi affermiamo perchè operano e intercettano sul territorio chi ha bisogno non solo di sostegno economico ma soprattutto di amore. A noi non interessa avere sostenitori che aprono il portafogli e non aprono il cuore. Noi cerchiamo persone che oltre a sostenerci materialmente per poter portare avanti i progetti solidali, anche nella vita quotidiana siano in linea con i valori che la Fondazione porta avanti“ Anche Il Vescovo di Caserta Mons. Giovanni D’Alise, da sempre vicino alla Fondazione, ha affermato : “La nostra vicinanza deriva dalla condivisione di valori,che ci ha portato a fare tante cose insieme. Padre Renato e Chiara, poi, simboleggiano la Chiesa che esce dalla sua dimora e va a cercare chi soffre. E per questo bisogna lavorare insieme. Io prego per tutte le persone che sono “in prima linea” sul territorio e chiedo aiuto perchè anche le Chiese inizino a muoversi in questo senso, perchè Mons Dalisefacciano uscire maggiormente i loro rappresentanti. Perchè la povertà non è solo quella economica, ma quella del cuore. Verso gli indigenti ci sono tante attenzioni ma esistono anche anche tanti poveri a livello affettivo e spirituale, di cui non si accorge nessuno, che muoiono di solitudine.” Emozionata e commossa Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti : “Quando ho iniziato ad uscire di notte per cercare il popolo della notte non immaginavo che fosse così sterminato. Non solo indigenti ma ragazzi di buona famiglia devastati dalla solitudine, dalla droga, dalla prostituzione dalle dipendenze. A quel punto ho avuto la certezza che solo l’amore puo’ far fiorire i deserti e sconfiggere la morte. Io stessa non avrei immaginato di vedere questo miracolo. Abbiamo avuto un tale aiuto da tanti volontari che alla fine da quel popolo della notte sono nati quattrocentocinquantamila cavalieri della luce. E oggi sono loro che vanno a cercare chi è solo.” Non meno toccanti le parole di Padre Renato Chiera, fondatore della Casa do Menor: “Tutti abbiamo bisogno di essere abbracciati. Stiamo male perchè non ci amiamo. Io da 38 anni sono in Brasile per aiutare ragazzi e bambini figli del Brasile non amati da nessuno. Ora sto operando nelle “cracolandie”, dove si tocca con mano non solo la “loro” disperazione ma anche la nostra. Perchè la piu’ grande tragedia non è essere poveri ma non essere amati. La vera crisi che esiste nel mondo è quella della solidarietà Non serve dare cose, “dare presenti” senza “essere presenti”. Tra i partecipanti alla serata anche ilCentro Territoriale Mammut di Scampia, che ha allestito un’area giochi con il Mammutbus. Durante l’evento è stato conferito anche il premio Testimone d’Amorea chi si è distinto particolarmente nel supportare la Fondazione. Nelle foto: Chiara Amirante e monsignor Dalise.

SIMONETTA DE CHIARA RUFFO

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Rassegna teatrale, Rizzo alla grande col Cafè Chantant

Posted by enzonapolitano su 6 marzo, 2016

Giacomo Rizzo AirolaGrande performance del mitico Giacomo Rizzo al Comunale di Airola, nell’ambito della Rassegna teatrale 2015 2016: “Benvenuti a…” è uno straordinario viaggio nel mondo del varietà, dal Café Chantant ad oggi. Sketch, canzoni , balletti danno vita ad un susseguirsi di ricordi ed emozioni di ieri e di oggi. In scena oltre a Rizzo una gradita sorpresa: Antonella Elia, la popolare soubrette televisiva ne “La Corrida”, “La ruota della Fortuna”, “Zelig”, “Buona Domenica” e via dicendo. In poco più di due ore “Benvenuti a…” rivisita alla grande e senza pause il Cafè Chantant, l’avanspettacolo, la sceneggiata, la rivista e il musical. Le musiche e le canzoni sono eseguite dal vivo da Michele Colanduomo, Luciano Sannino, Daniele Bove, Angela D’Ammora e Pasquale Ambroso. Grandi protagonisti della scena Giacomo Rizzo e Diego Sanchez, coautore e ottima spalla di Rizzo: un binomio perfetto. A loro si affiancano attori davvero bravi come Vincenzo Cuomo, Emanuele Pucillo e la cantante Ilaria Sannino. Il corpo di ballo curato da Tonia Impegno era formato dalla stessa coreografa e da Stefania Sivero, Federica Di Mare, Rosy Cello, Chiara Castellano e Federica Cirillo. Pregevoli i costumi, firmati da Pina Bonfantini, mentre quelli indossati da Antonella Elia erano creazioni della stilista Danila Dubuà. Le scene di Marco Antignani. Le luci curate da Lello De Stefano, la regia da Giacomo Rizzo. Alla fine uno spettacolo straordinario che riesce a dosare comicità, ballo e canto all’interno di un vorticoso e suggestivo viaggio tra costumi e luci che non conosce interruzioni. Il mestiere consumato della compagnia e degli orchestrali riesce a fare assaporare anche i classici dell’avanspettacolo come se lo spettatore li vedesse per la prima volta. Accattivanti e provocanti le ballerine secondo un cliché che appartiene a una tipologia di spettacolo che soddisfa il palato di un pubblico vastissimo ed eterogeneo. Tutto ben dosato e regolato senza sbavature dal vero motore dello spettacolo, Giacomo Rizzo, che strappa risate a scena aperta con i suoi travestimenti goffi e imbarazzanti. Davvero uno spettacolo da incorniciare. A chiusura, Rizzo ha voluto deliziare il pubblico con una barzelletta, che è stata la ciliegina sulla torta: “Di solito visitiamo teatri snob e silenziosi, dove la risata non è di casa – ha dichiarato Rizzo – ma qui ad Airola torno sempre volentieri, perché sembra di trovarmi tra amici”.
E stasera, alle ore 18,30 presso il teatro Comunale di Airola, il terzo spettacolo della rassegna teatrale amatoriale organizzata dalla Pro Loco “Artisti di… fame”, con la Compagnia “Quelli che il teatro” di Nola.

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