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la Campania che non conosci

Archive for febbraio 2015

Caserta, domani presentazione del libro ‘L’odio e la follia’ di Mingione

Posted by enzonapolitano su 18 febbraio, 2015

caserta-reggiaGiovedì 19 febbraio 2015 alle ore 16.30 presso il Polo Culturale della Provincia di Caserta a “Villa Vitrone”, in Via F. Renella 98 a Caserta, si terrà la presentazione del libro “L’Odio e la Follia – Il caso di Anders B. Breivik” scritto dal dr. Emanuele Mingione, psicologo-psicoterapeuta e giornalista-pubblicista. L’autore casertano nel suo lavoro, pubblicato dalla casa editrice EIFFEL Edizioni, racconta le crudeli, quanto tragiche e sanguinose, stragi avvenute in Norvegia il 21 luglio 2011, in cui morirono in tutto settantasette persone. I due attentati terroristici, compiuti prima mediante una bomba artigianale fatta esplodere nel cuore della città di Oslo, seguita poche ore dopo da una macabra esecuzione a colpi di armi da fuoco di un alto numero di adolescenti, adunati ad un campo estivo, sull’isola di Utøya, furono eseguiti da un’unica mente criminale, quella di Anders B. Breivik, un giovane norvegese di poco più di trent’anni, fanatico di estrema destra e fondamentalista cristiano. Lo scrittore, sulla base della sua decennale esperienza nel campo psicologico, propone una sua attenta e precisa analisi a tuttotondo della personalità e del pensiero dello spietato stragista. Nel testo, infatti, viene esaminato non solo il “Manifesto”, scritto e spedito dal Breivik a poche ore dalle sue azioni a vari gruppi ultranazionalistici ed antislamici presenti in diverse nazioni europee per rivendicare le ragioni del suo gesto, ma anche il suo comportamento durante gli attacchi e durante il suo successivo arresto e processo. In più, Mingione, in quanto specializzato da diversi anni in psicoterapia familiare e di coppia, offre una puntuale lettura dell’infanzia e delle dinamiche familiari e relazionali dell’attentatore, al fine di fornire una panoramica più ampia della vita del terrorista. La narrazione, inoltre, è arricchita dalle testimonianze raccolte in Norvegia dallo stesso psicoterapeuta casertano, avendo personalmente visitato i luoghi delle stragi ed ascoltato i pareri delle persone del posto sulla delittuosa vicenda. Ancora oggi i fatti norvegesi del 21 luglio 2011 sono gli attentati terroristici più violenti dal secondo dopoguerra in Europa, in nome di ideali politico-religiosi. “L’Odio e la Follia”, dunque, è un libro scritto con straordinaria maestria, con finezza di particolari e con parole che coinvolgono ed arrivano dritte all’animo dei lettori. Oltre al dr. Mingione, all’evento di giovedì 19 febbraio, saranno presenti per i saluti l’On. Domenico Zinzi, Presidente Provincia di Caserta, la Dr.ssa Gabriella D’Ambrosio, Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione della Provincia di Caserta e il Dr. Gennaro Liguori Editore e Direttore Editoriale EIFFEL Edizioni, mentre relazioneranno, con un proprio intervento sulle tematiche del testo, numerosi esperti di vari settori come il Dr. Giuseppe Provitera, Magistrato – Presidente della X Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli, la Prof.ssa Annamaria Rufino, Docente di Sociologia giuridica della devianza e mutamento sociale presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, il Prof. Ciro Pizzo Docente e ricercatore in Sociologia ed analisi dei fenomeni collettivi presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e l’Avv. Luca Di Majo, Dottorando di Ricerca in Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Bologna.

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Carditello, solidarietà da ‘Trenta righe’ alla giornalista Nadia Verdile

Posted by enzonapolitano su 18 febbraio, 2015

TRENTA RIGHESiamo tutti pronti a fare quadrato attorno all’amica e collega Nadia Verdile. Siamo certi che questo becero attacco non fermerà la passione e la professionalità con cui ogni giorno la penna di Nadia racconta della nostra terra e di un suo bene prezioso, la Reggia di Carditello”. L’associazione dei giornalisti casertani Trenta Righe esprime così, attraverso la presidente Antonella Palermo, la solidarietà e la vicinanza alla giornalista Nadia Verdile, minacciata per i suoi articoli su Carditello. “Nadia è una donna appassionata ed una giornalista tenace: sappiamo che il suo impegno, il suo lavoro sempre in prima linea per la cultura e per i beni storici e culturali della nostra terra non si arrestano di certo per queste minacce. Sappia lei e soprattutto sappiano i vili autori di queste indegne missive, che Nadia non è sola e che d’ora in avanti, ancora di più, l’informazione casertana sarà vigile e attenta sulla Reggia di Carditello”.

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Airola, Falzarano sul recupero del castello: ‘Ora non ci sono più alibi’

Posted by enzonapolitano su 18 febbraio, 2015

Fucci MastellaNoi del Movimento Città Sostenibile, apprendiamo con soddisfazione e una punta di orgoglio la notizia circa l’incontro, che si è tenuto ieri in Regione tra l’Assessore Onorevole Vittorio Fucci, il vice sindaco di Airola, Vincenzo Falzarano e l’assessore regionale al Turismo, Pasquale Sommese, per il recupero del castello ducale a Monte oliveto monumento principe della nostra esistenza Airolana. Per noi Airolani facente parte del movimento città sostenibile, che da tempo anzi da decenni seguiamo con interesse e azioni di pungolo le sorti del nostro Castello, per un definitivo ritorno alla città, la storia si ripete. Infatti come fu per il nostro compianto Avv. Vittorio Giuseppe Fucci Senior già sindaco di Airola e assessore Regionale 1979 – 1985, la storia si ripete e quindi l’impegno continua oggi da parte di suo figlio e speriamo che lui e Airola abbia più fortuna, perché all’epoca il passionario Sindaco di Airola, che si occupo a lungo del recupero del castello portando come oggi la questione in Regione fu boicottato, proprio dagli uomini del suo partito ( democrazia cristiana) e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Per questo noi del Movimento Città Sostenibile oggi nel ricordare l’impegno che fu del nostro Caro Sindaco e poeta Fucci, vogliamo ringraziare L’onorevole Vittorio, che sulle orme del padre ha preso un serio e forte impegno sulla questione castello.Per questo noi del movimento diciamo oggi al Comune di Airola di fare la sua parte! In primis non faccia scadere il vincolo d’esproprio che la vecchia amministrazione Supino mise sul bene castello e le are circostanti; due metta in essere un serio progetto di recupero, quello che noi come movimento abbiamo detto da sempre altrimenti i fondi non arriveranno mai e non faccia marcia indietro come finora è avvenuto, nella logica di vecchi schemi partitici e di poteri forti legate alle solite 4 famiglie di Airola che hanno voluto che il monumento rimanesse imprigionato fino ad oggi tra due arcaici cancelli di ferro battuto!Questo bisogna fare e in fretta per iniziare ad avere un minimo di sviluppo ad Airola, iniziando dal recupero del castello e proseguendo con le altre bellezze, creando attrattiva in un’ottica di una creazione di un percorso storico – religioso, per inserire Airola in un discorso interregionale che porti economia al nostro territorio e qualche posto di lavoro. Adesso non vi sono più scusanti per noi del movimento città sostenibile attendiamo il comune alla prova del nnove Ora non ci sono più alibi ora bisogna solo lavorare per il bene di AIROLA! altrimenti il CASTELLO SIMBOLO DELLA NOSTRA CITTA’ CROLLA E AIROLA MUORE!


MOVIMENTO CITTA’ SOSTENIBILE
Il portavoce interprovinciale
Giuseppe Falzarano

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Caserta, al Teatro Civico 14 arriva ‘L’angelo dalle gambe storte’

Posted by enzonapolitano su 18 febbraio, 2015

 

teatro civicoPer la rassegna di Teatro a cappello Sciapò andrà in scena al Teatro Civico 14 di Caserta, domenica 22 febbraio 2015 alle ore 19.00, lo spettacolo Garrincha – L’angelo dalle gambe storte diretto da Giancarlo Fares, con F. Valeriano Solfiti e le percussioni di Pietro Petrosini. Si racconta la storia di Manoel Dos Santos, meglio noto con lo pseudonimo Garrincha, amatissimo calciatore brasiliano, gioia e felicità di un popolo innamorato pazzo del football. Mane era l’essenza del calcio, quando volava sulla fascia destra e ubriacava gli avversari, bruciandoli nel fuoco sacro dei suoi dribbling. La favola di Manoel Francisco dos Santos, l’ala destra che sussurrava ai passeri, il grande Garrincha, il bambino che anche nella vita si è trovato di fronte alla necessità di continuare a dribblare, superare persone, cose e fatti per non cadere. Una vita intera passata in quella zona del campo dove non esistono regole, dove l’unica regola devi essere tu, ai margini di quella linea bianca che separa il mondo da te. Garrincha era stato soprannominato la gioia del popolo, l’uomo che ha insegnato alla gente a ridere. E la gente ha riso per tutta la sua vita, prima con lui e poi di lui. Osannato, innalzato a mito, poi umiliato e abbandonato, degradato a ubriacone, a poveraccio, mai abbastanza ringraziato e troppo tardi pianto. Il grande Garrincha, poeta della finta impossibile, ha insegnato a tutto il mondo che il calcio è gioia, festa, divertimento, ma soprattutto poesia, e di questa poesia è stato il miglior autore. La storia di un angelo, di un “diverso”, puro, una leggenda, un tramite tra il popolo e la gioia. La stella di Garrincha comincia a splendere il 13 marzo del 1953. Gioca in una squadra amatoriale, il Serrano di Petropolis, lo portano a Rio per un provino al campo del Botafogo. Quel giorno sono in pochi e, fatto inedito e straordinario, trova posto nelle riserve che giocano contro i titolari. Garrincha gioca ala destra e si trova di fronte il più grande laterale sinistro di ogni epoca, quel Nilton Santos che ha un soprannome che dice tutto: Enciclopedia. Su quel provino sono stati scritti intere pagine di giornale, chi dice che Garrincha fece fare una figuraccia al grande Nilton, chi racconta che alla fine Nilton lo voleva prendere a cazzotti e così via. Muore all’alba del 21 gennaio del 1983 all’ospedale Alto da Boavista sopra Rio de Janeiro, abbandonato da tempo da quel suo corpo ormai inutile. L’autopsia rivelerà che il suo cervello, il cuore, i polmoni, il fegato, il pancreas, l’intestino e i reni, erano parzialmente distrutti dall’alcol. Muore così Manoel Dos Santos, detto Garrinchia, uno dei pochi brasiliani che non ha bisogno di presentazioni. Anche chi non sa di football sa che fu un genio del dribbling, eroe di due campionati del mondo, l’uomo più amato dell’intero Brasile. Quando muore Garrincha, a 49 anni, nella miseria e nell’abbandono, un sentimento di colpa di abbatte su tutto il Brasile, che ancora una volta si dimostra ingrato con uno dei suoi figli più ingenui e più amati.

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Da Arpaia arriva Lukè, il giovane talento della vignetta

Posted by enzonapolitano su 18 febbraio, 2015

Luca Giordanoha 25 anni e si chiama Luca Giordano, come il grande pittore napoletano del Seicento: è la giovane promessa sannita. Conosciuto sulla rete come “Lukè”, si è già fatto apprezzare per le sue particolari caricature di personaggi del mondo dello sport, della canzone e dello spettacolo in generale: lo scorso anno appare su Rai Sport come vignettista in una puntata de “Il processo del lunedì”, presentato da Enrico Varriale: “Sono nato a Caserta – spiega Luca – ho frequentato il Liceo artistico di Benevento e vivo ad Arpaia. Il mio percorso è iniziato tutto sul web, in un momento delicato e difficile della mia vita. L’unico mio sfogo era il disegno. Facevo caricature ai miei amici e le postavo su “’Facebook”. Poi un giorno mi nota Pasquale Casale, ex calciatore del Calcio Napoli, che mi porta con lui alla trasmissione televisiva di Raffaele Auriemma “In azzurro”; una collaborazione durata tutto l’arco della stagione, in cui ho realizzato vignette per vari attori e cantanti”. Luca, o Lukè, diventa presto popolare: Genny Savastano lo chiama per fargli realizzare le caricature di tutti gli attori del film “Gomorra”; Rocco Hunt vince “Sanremo” e pubblica sulla rete una sua vignetta che supera i 28mila “like”. Ad aprile è ospite de “Il processo del lunedì”, LUCA GIORDANO - Ricordo di Pino Daniele MINIdove presenta una vignetta di Dani Alves, difensore del Barcellona, mentre mangia una banana. In questi anni conosce diversi artisti dello spettacolo: tra le sue realizzazioni più care ricorda quelle per il rapper Clementino, Club Dogo, Marco Mengoni, Maurizio Casagrande ed il grande Pino Daniele: “Il messaggio di Pino, in tante sue canzoni, era quello di non arrendersi mai e di credere ognuno nei propri sogni – dice Luca – Io l’ho preso in parola e sono convinto che le piccole cose capitate a me possono succedere a tutti. Disegno per entrare nel cuore delle persone. Non mi basta che le persone si fermino a guardare i miei disegni: voglio che si emozionino”.

ENZO NAPOLITANO

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