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Quando re Carlo dichiarò Airola “città”. Il convegno della Pro Loco

Posted by enzonapolitano su 1 settembre, 2014

comune-airola“Senza passato, non vi è futuro. Il conferimento del titolo di città ci è stato assegnato per nobili motivi. Il senso di appartenenza alla nostra città deve essere ogni giorno più forte, affinché si possano valorizzare le nostre bellezze e la nostra storia”: così Giuseppe Falzarano, membro del direttivo della Pro Loco nel corso del suo intervento al convegno sui 260 anni dall’intitolazione di Airola a città. Si è entrati poi d’acchito in ambito storico, grazie alla relazione tenuta dall’ex presidente della Pro Loco, Giacomo Rivetti, che ha ricostruito, ad Airola, un’ interessante prassi atavica: gli aiuti economici, da parte delle famiglie altolocate, destinati al matrimonio delle giovani donne povere. Un sorteggio decideva l’ammontare della somma e la beneficiaria. Prima che avvenisse tale sorteggio, però, la donna doveva fornire un’attestazione, compilata dal parroco, in cui si certificasse la situazione precaria e altre caratteristiche. Una sorta di superenalotto `ante litteram` dunque. Le bussolature sopravvissero anche durante la prima guerra mondiale, anche se con un taglio netto dei fondi, e con la fondazione dell’ECA (ente comunale assistenza), fino a cessare, con l’accantonamento di quest’ultima. Le certosine ricerche storiografiche del professor Antonio Caporuscio, invece, hanno lucidamente ricostruito il contesto storico di Airola in anni tumultuosi e il motivo di tale conferimento. Il feudo airolano fu mantenuto da due famiglie, nobili per motivi diversi. Prima i Caracciolo, che vantavano illustri antenati, come un santo e un arcivescovo, e, in seguito, poco dopo gli inizi del XVIII secolo, i Di Capua, i quali fondavano il loro potere sulla molteplicità dei feudi e sull’arroganza. Proprio all’intraprendenza dei Di Capua, però, e, in modo decisivo, del duca Bartolomeo II, Airola ottenne il titolo di città. Concessione alquanto ambigua, dato che Airola non possedeva i requisiti per accedere a tale onorificenza. Qual è il motivo dunque? La riconoscenza è il vero motivo rintracciato dal professore. Riconoscenza da parte di Carlo, re di Napoli, dopo aver sconfitto gli austriaci nella battaglia di Velletri nel 1744. Bartolomeo II, infatti, non solo patteggiò per lui, ma, nella stessa battaglia, gli salvò la vita. Il cavillo tecnico per giustificare tale conferimento è sottile. Non avrebbe avuto infatti alcuna valenza giuridica la riconoscenza. Dunque fu, presumibilmente, il duca stesso a suggerire la formula ufficiale: il titolo di città fu giustificato perché Airola ospitò il re e la sua consorte per due giorni. Il professor De Nitto ha fatto chiarezza, invece, sulla diatriba sulle acque del fizzo, dal ’97 patrimonio dell’Unesco, che coinvolgeva il duca di Limatola, di Maddaloni, di Airola e di S. Agata. Le acque del fizzo furono donate da S. Agata a Carlo affinché potesse completare in grande stile la Reggia di Caserta. “È un evento altamente proficuo. Ogni airolano deve sentirsi orgoglioso per essere tale. Vedo tanto entusiasmo fra la gente e non è solo merito mio, ma della squadra. L’aggregazione è importante”. Alla fine del convegno il presidente Ivo visciano si è deto soddisfatto dell’organizzazione e delle operazioni della Pro Loco di Airola.

VITTORIO DE CICCO

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