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Il sannita don Franco Piazza è il nuovo vescovo di Sessa Aurunca

Posted by enzonapolitano su 25 giugno, 2013

don franco piazzaA seguito delle dimissioni del vescovo emerito Antonio Napolitano, presentate a Papa Francesco, Orazio Francesco Piazza, nativo di Solopaca in provincia di Benevento, è il nuovo vescovo di Sessa Aurunca. Don Franco ha 60 anni. È professore ordinario di ecclesiologia presso la Pontificia Teologica di Napoli, cappellano magistrale del Militare Ordine di Malta e Cavaliere con funzione di Priore dell’Ordine del Santo Sepolcro. Questo il discorso di presentazione del nuovo vescovo ai fedeli della nuova diocesi: “Cari Fratelli e Sorelle della Chiesa santa di Dio, che è in Sessa Aurunca, a Voi tutti la pace e la gioia di Cristo Risorto, nostra unica speranza. Allo stupore, non senza sorpresa, nel conoscere la volontà di Sua Santità Papa Francesco, di affidarmi il ministero pastorale a servizio della Chiesa di Dio che è in Sessa Aurunca, ha fatto seguito la profonda gratitudine a Dio, Trino ed Unico, nel considerare la speciale grazia concessami di poter testimoniare, per la Chiesa e nella Chiesa, l’amore di Dio che trasforma il cuore dell’uomo e salva. A me è consegnato il compito di continuare l’opera di tanti predecessori, con umile consapevolezza e fiducioso abbandono all’azione provvidente dello Spirito Santo, nel solco tracciato da S. E. Mons. Antonio Napoletano, cui va il mio cordiale, fraterno e riconoscente saluto. Rivolgo il mio pensiero carico di affetto e di speranza a tutti Voi, soprattutto ai Sacerdoti, chiedendo generosa disponibilità nell’accogliermi e nell’aiutarmi a rendere sempre più feconda la nostra Chiesa locale; a voi Religiosi e Religiose, segno quotidiano della comune aspirazione alla pienezza del Regno di Dio; a voi Laici tutti, presenza viva e operosa della Chiesa nella difficile realtà dell’uomo. Ma proprio ora, mentre il Signore Gesù mi chiama ad esercitare una paternità incondizionata, desidero manifestare la speciale e affettuosa attenzione per i malati, gli anziani, e per chi li assiste; per le famiglie, attraversate da singolari problemi, ma primo ambito vitale per una vera formazione umana e cristiana; per quanti oggi sono senza lavoro, in un momento così critico, e per chi è costretto a vivere lontano, con la nostalgia di questa nostra Casa; per i bambini, speranza del domani, e, in particolare, per i giovani, perché abbiano coraggio, vitalità e rinnovato entusiasmo. Saluto con deferenza le Autorità civili, i Responsabili delle varie Istituzioni e delle Associazioni, con le quali mi impegno, da subito, a camminare insieme nel realizzare la giustizia ed il bene comune e perché, nella nostra Terra, continui a crescere il Regno di Dio, in una progressiva e profonda umanizzazione della realtà sociale e civile. È questo l’impegno che a tutti, in vario e specifico modo, è affidato da Dio, “creati in Cristo Gesù per le opere buone che ha predisposto perché noi le praticassimo” (Ef 2,10). Ma ricordiamolo, non è possibile nessuna opera che valga senza la comunione, senza quell’intimo legame che unisce a Dio Trinità e crea vincoli stabili tra noi, Chiesa adunata e inviata per la vita del mondo. Fratelli e sorelle, amati nel Signore, ognuno sia protagonista nel cammino di comunione, ricordando di quale Corpo è parte e impegnandosi ad essere pietra squadrata di questo edificio spirituale. Ci sia tanta carità tra noi, come malta che unisce le varie pietre, segno dell’amore di Cristo Gesù, per mezzo del quale “possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito” (Ef 2, 18), resi sempre più compatti “sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito” (Ef 2, 20-22). Dobbiamo avere serena fiducia e attivare in tal senso tutte le potenzialità e le risorse che il Signore ha profuso in abbondanza. Per quanto sento nel cuore, la consapevolezza della fragilità e la consistenza di questo delicatissimo compito sono occasione opportuna, di grazia, per riconoscere la grandezza dell’amore misericordioso di Dio che mi chiama ad un amore che “non ha fine”. Guardiamo insieme a Cristo, luce dei nostri cuori! Di Lui dobbiamo fidarci nella complessità rischiosa della nostra vita, con Lui confidarci, in un dialogo intimo e intenso che dona serenità ed equilibrio, a Lui dobbiamo sempre e totalmente affidarci, per trovare la linfa vitale per la comune umana debolezza. Cristo è l’inizio del nostro cammino, la motivazione più vera e profonda della vita; Cristo è la meta che, nello Spirito, dona pienezza a tutti i nostri giorni. Senza di Lui nulla possiamo! Da chi andremo? Fidarci, confidare, affidarci: questo è il sentiero sicuro per maturare una vera condivisione di vita ed è lo spazio di vera fraternità in cui la nostra santa Chiesa, che è in Sessa Aurunca, potrà sempre più brillare in umanità e carità. Questo breve e intenso saluto, Carissimi, segna solo l’inizio di un cammino da condividere con entusiasmo, realismo e generosa disponibilità a quanto la grazia provvidente di Dio, Trino ed Unico, disporrà per la nostra Chiesa locale; è la soglia attraverso cui si dischiude, in totale dedizione, la porta del mio cuore per servire fedelmente l’amata Chiesa che a me è affidata: perciò Fratelli e Sorelle, “che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio. A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che già opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen” (Ef 3, 17-21). Amati in Cristo, iniziamo il nostro cammino con la premurosa attenzione della Madre di Gesù e Madre nostra, Maria, che veneriamo con il nome di Avvocata del Popolo; Lei veglierà su di me e su Voi, a Lei potremo sempre rivolgerci con la sicura speranza di essere consolati, soccorsi e guidati. Invochiamo fiduciosi S. Leone IX e i Santi Casto e Secondino, la loro intercessione ci sosterrà. A presto, intensificando la comune preghiera: voi per me, io per tutti Voi.
Vi accompagni la mia Paterna Benedizione”

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