ENZO NAPOLITANO

Storie a un passo dalla vita

Società, la crisi e il sacrificio del ceto medio

Posted by redazione su 1 gennaio, 2013

montiPer questo inzio di anno voglio ringraziare l’italiano che sopporta: quello che digerisce con pazienza qualsiasi nuova tassa senza mai lamentarsi, convito che si fa per bene comune. Quello che stringe la cinta guardando al vicino che sta peggio di lui e nemmeno si chiede se tutti fanno il loro dovere: il cittadino medio senza faccia, umiliato da Brunetta prima e da Monti poi.Quello che, tartassato, paga sulla sua pelle il prezzo più salato della crisi. E’ l’italiano medio, che ancora vive dignitoso con lo stipendio sempre più rosicchiato dalle imposte. A lui il fisco arriva facilmente con le ritenute: gli toglie i soldi prima ancora di darglieli. Alla faccia della fiducia. Il resto se lo prende sulle proprietà e i sacrifici di una vita. E’ il dipendente pubblico, il fortunato: quello che (beato lui) ha la fortuna di lavorare non per un diritto, nella repubblica delle banane. A lui non gli brucia il culo, perchè ha ancora un po’ di dignità che lo sostiene. Sul suo stipendio grava persino la cassa integrazione degli operai in difficoltà, ma forse questo nemmeno lo sa. A lui dovremmo invece tutti dire “grazie”, perchè sugli altri è difficile contare. I conti dello Stato diversamente non tornerebbero mai, in questa nazione incasinata in cui ti fanno ripassare dalla finestra il finanziamento pubblico dei partiti cacciato dalla porta a calci nel sedere da un referendum. Quanti ipocriti predicatori e leccaculo, bigotti perbenisti e ladri legalizzati da stipendi a sei cifre si porta sul groppone tutti i santi giorni quando va a lavorare. Quanti scontrini non emessi e fatture evitate, quanta fatica con gli aumenti quotidiani e il bilancio da far quadrare in famiglia. Ma quanto durerà… Che futuro c’è davanti a noi… Ma davvero pensiamo di superare in questo modo la crisi? Con una metà dei cittadini che si rompe la schiena ed un’altra che vive da parassita? Dove la legge vale per molti ma non per tutti… dove devi stare attento ad alzare le brache, prima che il solito furbo ti rovini la vita.   Ma che paese è l’Italia… Arranchiamo per tirare la coda alla Germania, per pagare un mare di debiti all’Europa senza neppure pensare di mandare sul lastrico migliaia e migliaia di famigliesenza lavoro. E’ questo il modo di superare la crisi? Eravamo così diversi due secoli fa… Siamo stati uniti da un manipolo di garibaldini, con il popolo indifferente: mica da una rivoluzione borghese?  Meno male però che l’Italia si rifarà federale, e ogni regione penserà ai cazzi suoi, alla faccia della solidarietà e dell’unità nazionale.

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