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Su Facebook impazza l’iniziativa “Briganti” di Mezzogiorno Italia

Posted by enzonapolitano su 28 dicembre, 2012

briganti_1Un esercito di “mi piace” in poco tempo su una delle pagine più innovative e dinamiche della galassia di Facebook. 46mila persone che, invece di commentare i soliti gruppi su tette, culi e boiate varie, ha abbracciato la causa del Meridione, sostenendo i “Briganti”, una iniziativa senza precedenti che ha saputo utilizzare nel modo più intelligente i social network. Poi, con un clic, il buio. Da qualche giorno la pagina storica dei Briganti è stata oscurata, gli amministratori bloccati. Insomma, possiamo parlare tranquillamente di censura. Impegnati contro le mafie, sui temi dell’ambiente e dello sviluppo economico, i Briganti hanno sempre fatto informazione vera, fuori dai circuiti tradizionali delle notizie di politicanti e affini. Una informazione schietta, ironica, che si è fatta notare anche per un layout grafico di livello. Anche noi ci siamo occupati nei mesi scorsi dei i Briganti, sottolineando il boom della pagina. In poco tempo, dopo il bavaglio del social network, è partito un vero e proprio tam tam di solidarietà ed è stata creata una nuova pagina, che in pochi giorni ha raggiunto quasi 2500 “mi piace”. Quello che è successo è preoccupante per una serie di motivi, anche perché – benché alle volte accesi – i toni dei Briganti non sono stati mai offensivi. Hanno sempre scritto le cose come stanno, con una sana visione meridionalista delle cose, magari anche contro lo strapotere di una certa informazione, che dell’Italia di giù si disinteressa, cadendo nella solita retorica. Perché la censura proprio ai Briganti, quando ci sono decine e decine di pagine e gruppi offensivi contro il Mezzogiorno? A chi hanno dato fastidio? Probabilmente, all’economia del Nord, visto che i Briganti hanno sempre promozionato l’iniziativa “CompraSud” con l’obiettivo di produrre maggiore reddito al Mezzogiorno senza arricchire le già straripanti casse settentrionali. Probabilmente, però, anche a molti esponenti di partiti politici, a cominciare dalla Lega Nord, – per un motivo o per un altro – hanno utilizzato il Sud per il proprio tornaconto. I Briganti, però, non mollano ed è bene che Facebook, partiti e lobby varie capiscano che siamo tutti briganti e non basta una censura codarda a fermarci.

IGNAZIO CATAURO
Mezzogiorno Italia

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