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Airola, quando l’Immacolata “mosse” gli occhi

Posted by enzonapolitano su 18 dicembre, 2012

Statua Madonna Pellegrina di FatimaNella nostra piccola parrocchia di San Michele Arcangelo a Serpentara di Airola l’8 dicembre è un data importante. Non solo è la festa del’Immacolata, non solo si festeggia l’adesione all’Azione Cattolica ma è anche occasione per fare memoria di un mirabile evento che coinvolse la nostra comunità circa 137 anni fa, nel lontano 1875. L’attuale chiesa parrocchiale fu inaugurata il 7 maggio 1845 da don Giovanni Saccone (parroco dal 1843 al 1874). Nel 1860 a seguito della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione (8 dicembre 1854), don Giovanni, evidentemente parroco attivo nella cura pastorale del popolo e attento alla vita dalla Chiesa, aveva radicato in parrocchia la pratica del “mese di maggio”. Il successo dell’iniziativa nel 1872 portò i fedeli ad acquistare l’attuale statua della Vergine Immacolata. Il continuo afflusso di fedeli stimolò anche all’ampliamento dell’edificio parrocchiale, portato a termine proprio nel 1875 dal nuovo parroco don Girolamo Falco (1875-1915). Si trattò in effetti di un periodo molto vivace per la nostra parrocchia, ricco di opere di cui ancor oggi godiamo e di conversioni, almeno per quel che ci raccontano le cronache parrocchiali di cui disponiamo. Proprio in quel 1875 avvenne un fatto prodigioso. La sera del 7 giugno, in occasione della chiusura del mese mariano,: “Al ritorno dalla processione nella Chiesa affollatissima, collocata l’Immagine, fu vista prima dalle fanciulle vestite da angiolette e poi dal popolo chiudere ed aprire ripetutamente gli occhi; il volto apparire di colore vivace e rubicondo assai più che per lo innanzi. Il qual fatto fu osservato anche in piena luce il giorno seguente…; per vari altri giorni la Vergine ripeteva il prodigio della movenza degli occhi.” Per evitare polemiche la statua fu collocata in una abitazione privata. Si aprì un’indagine canonica e finalmente il 5 agosto 1877 l’allora vescovo di Sant’Agata dei Goti, mons. Domenico Ramaschiello, dichiarò “vero questo mirabile avvenimento” e per consolazione dei fedeli dava “mandato ai predicatori di renderlo noto e di predicarlo in tutte le chiese”.

DIEGO RUGGIERO

Foto: repertorio

 

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