ENZO NAPOLITANO

Storie a un passo dalla vita

Campania, i docenti sono tenuti a comunicare il voto delle interrogazioni

Posted by redazione su 6 dicembre, 2010

Un gruppo di alunni di un liceo scientifico campano ci scrive chiedendoci se è giusto o meno che gli insegnanti non dicano il voto a fine interrogazione. Chiariamo una volta per tutte, precisando che ciò che segue vale soltanto per gli studenti delle secondarie superiori.

I voti presi alle verifiche orali si devono dire: lo prevede la legge sulla trasparenza (l. 241/90) per cui gli alunni devono essere informati dei loro successi e, purtroppo, anche dei loro insuccessi. Non basta che il prof. dica “non c’è male”, “devi migliorare”, “non ci siamo, studia di più” e così via.
Ciò perchè non tutti si rendono subito conto se sono andati bene o male. Spesso non conoscere il voto ti dà ansia. Di solito i prof. non dicono i voti agli alunni fondamentalmente per due ragioni: o vogliono spronarli a fare meglio o non vogliono demoralizzarli se proprio quel giorno non è andata bene.
Ma commettono una omissione di atto d’ufficio
(art.328 codice penale), se al termine dell’interrogazione non riportano subito il voto sul registro e se non lo comunicano (in privato) allo studente . Il docente è infatti impiegato dello Stato e soggetto ai doveri della Pubblica Amministrazione.
Lo Statuto degli Studenti approvato con D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249 recita all’Art. 2, comma 4: “Lo studente ha inoltre il diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.”
Poi, all’Art.4, comma 3: “nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto”. Una cosa è il comportamento, un’altra è il risultato di una interrogazione. Nella sostanza, non si può punire all’interrogazione un alunno che va bene alla verifica orale , ma in generale è scostumato in classe.
Ciò vuol dire pure che devono essere chiaramente illustrati ai ragazzi i criteri di valutazione da parte dei singoli insegnanti e che non possono essere rifiutate spiegazioni sui voti assegnati o sui criteri stessi.
Si stabilisce inoltre la tempestività della valutazione. Questo vuol dire che i voti delle interrogazioni devono essere comunicati in breve tempo (possibilmente subito); lo stesso vale per i voti dei compiti in classe, i quali non possono quindi essere riconsegnati un mese dopo il loro svolgimento, ma entro 4-5 giorni al massimo. Sull’elaborato va indicato sia il voto, come espressione immediata, sia una valutazione sintetica (il giudizio) che illustri allo studente  perchè abbia meritato quel voto (C.M.prot.3632/2008).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: