ENZO NAPOLITANO

Storie a un passo dalla vita

Airola, Cronaca di uno sconforto. Ci scrive il consigliere comunale Udeur Andrea Crisci

Posted by redazione su 25 settembre, 2010

Crediamo proprio che Airola stia attraversando il periodo più triste e buio di tutta la sua storia politica. Il degrado civile e morale hanno raggiunto i massimi livelli. Il “Il Partito del Municipio” ormai la fa da padrone. Si cerca di impedire e di reprimere ogni possibile iniziativa. Iniziativa di chi, chiede di essere ascoltato o semplicemente di poter, con serenità, svolgere il proprio mandato illustrando una diversa prospettiva delle cose. Ormai, non c’è margine nemmeno di parola per chi quasi con disperazione, confidando ancora in un sussulto di responsabilità o in un ravvedimento operoso, chiede il rispetto dei più elementari diritti. D’altro canto, l’esiguo o quasi inesistente pubblico alle riunioni del Consiglio comunale, la dice lunga sul clima incattivito che si respira. In queste riunioni accade di tutto. Un Presidente del Consiglio con l’orologio quasi sempre guasto che, corre inesorabile, quando hai la parola e, rallenta quando a parlare sono gli altri. Un Segretario generale che, ti sollecita e ti redarguisce di continuo, come uno scolaretto, chiedendoti di essere sintetico, quando esigi la verbalizzazione delle tue osservazioni, dimenticando che la sintesi è propria del suo Ufficio.
Il massimo sconforto lo raggiungi, quando a rivoltarsi contro, sono addirittura alcuni membri dell’opposizione dicendoti che hai alzato troppo il tono e che ciò, accade, perché probabilmente non hai argomenti da discutere. Allora, finisci per sentirti in preda al panico, afflitto e disorientato come un cane sciolto. Tutti ti si levano contro, il “Partito del Municipio” ha man forte, ti accorgi di non avere più scampo e, per forza di cose, devi zittire. Come se ciò non bastasse, c’è anche il gran finale di qualche Assessore che abbandona l’aula consiliare con fare minaccioso. Atterrito per tutte queste cose, accenni ad una forma di reazione ed esclami : “forse dovrò farmi assistere dai carabinieri” . Non nego che, in tanto caos e in siffatte condizioni, il dubbio ti assale e pensi che quello che cerchi di dire sono delle eresie o che molto probabilmente hai problemi psichici.
Infine, dopo essere scampato, anche questa volta, dal fuoco amico e nemico, la riunione (per così dire), ha termine e te ne ritorni a casa con il morale sotto i piedi, pensando, vuoi vedere che forse avrò effettivamente esagerato o ecceduto in qualcosa? E mentre cerchi una risposta , ancora pensi: cosa avrò detto di tanto riprovevole da meritare siffatto trattamento? In fondo, ho chiesto solo di essere ascoltato per far comprendere che forse era meglio porre riparo agli sprechi; che non è giusto che mentre la Città langue; la disoccupazione raggiunge livelli vertiginosi; la rete viaria comunale è un colabrodo; che manca qualsiasi idea per risollevare le sorti economico-occupazionali del Paese; le strutture scolastiche sono sempre più pericolose e fatiscenti; che nonostante gli ingenti costi sostenuti, nessuna casa di riposo per anziani è stata più realizzata; che non è opportuno svendere immobili di proprietà comunale che urbanisticamente hanno destinazione ad aree verdi e di uso pubblico; di essere un po’ più vicino a chi, quotidianamente con sacrificio, svolge il servizio di vigilanza per le strade cittadine, invece, questa Amministrazione pensa bene di spendere soldi per pranzi e pranzetti con la scusa di paradossali gemellaggi ed inutili scambi di visite festaiole italo-americane.
Sono queste le eresie? E ancora rimugini, forse avrò esagerato portando loro addirittura un dossier fotografico particolareggiato a conforto della veridicità delle mie asserzioni. E mentre ti logori il cervello con questi pensieri al punto di credere di aver perso il ben dell’intelletto, qualcuno per strada ti ferma e ti dice consigliere ho saputo, bravo, bravo. Assorto in quei pensieri e, con l’animo a pezzi, subito penso che probabilmente sarà un altro pazzo come me e decido di proseguire. E ancora qualcuno: “bravo, condivido, vai avanti”  e poi un  altro e un  altro ancora
Poi di nuovo pensi e rimugini, ma allora, se proprio pazzo non sono e torto non ho, perché anche qualcuno dell’opposizione che, lo ricorderete, tanto ci teneva a una Airola libera, e a dir suo, priva di catene al punto da porle a simbolo della lista, mi si rivolta contro? Di nuovo, l’angoscia ti assale ed è più profonda di prima.
L’interrogativo, questa volta e tremendo. Vuoi vedere che, gli airolani, oltre che dalle catene, devono liberarsi anche dal bavaglio?
Una cosa è certa. Per il futuro diffideremo di colombe, ramoscelli d’ulivo e catene spezzate.

ANDREA CRISCI
Cons Com Udeur Airola

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