ENZO NAPOLITANO

Storie a un passo dalla vita

Don Luigi Merola al convegno del Rotary: “La colpa non è sempre degli altri. Scegliete da che parte stare”

Posted by redazione su 29 aprile, 2009

don-luigi-merola2Si è svolto nel Teatro Comunale di Airola il convegno  organizzato dal Rotary International – Distretto 2100 “Club Valle Caudina” e dall’International Inner Wheel – Distretto 210 sul tema “Il disagio dei giovani: costruiamo con essi e per essi la speranza di un futuro migliore“. Diversi gli interventi tra cui quello del Maggiore Mauro Franzese, comandante della Compagnia Carabinieri di Montesarchio, di don Luigi Merola, presidente dell’Associazione “‘A voce d’e creature”, della dott.ssa Maria Rosaria Aragiusto, psicologa esperta in età evolutiva, dell’avv.Alba De Felice, presidente A.M.I., sezione Nocera Inferiore e del dott.Piero Avallone.
Ma a  catalizzare l’attenzione dei tanti giovani presenti, è stato lui, “il prete di Forcella”, don Luigi Merola:  ha  subito rotto la barriera tra pubblico e conferenzieri, presentandosi con quella semplicità e chiarezza che lo ha sempre contraddistinto. Lui, parroco da quando aveva 23 anni, da 12 sacerdote. Un sacerdote ancora “scomodo”, tanto da viaggiare con la scorta. La camorra ha giurato di fargliela pagare. Ma don Luigi non si lascia intimidire e continua a regalarci la sua preziosa testimonianza civile. Oggi è responsabile di una casa famiglia e presidente dell’Associazione “‘A voce d’e creature”. Rivolgendosi soprattutto agli operatori della scuola, egli ammonisce: “Non servono pene severe, ci vogliono educatori e convegno-disagioformatori per combattere la delinquenza minorile. Non serve la repressione: la camorra prolifera grazie all’ignoranza della gente. Quando arrivai a Forcella, nel 2000, non c’era una sola scuola nel quartiere. Oggi che sono consigliere del ministro Gelmini, continuo a chiedere una sana istruzione. Soltanto la scuola può prevenire i problemi. Ma ci vuole una scuola diversa, più vicina ai giovani e alle loro necessità“. E poi, la sua testimonianza diretta: “Decisi di fare la mia parte, senza paura, perchè la paura fa il gioco dei camorristi. Nel 2003 denunciai e feci arrestare 25 spacciatori. Intere famiglie finirono in carcere. Fu un blitz clamoroso. Ma poi presto la manovalanza fu riciclata e tutto tornò come era prima. A Napoli –ha proseguito don Luigi Merola- ci sono ben 102 clan attivi e solo con l’impegno di tutti si può tentare di cambiare, partendo dalle piccole cose. La colpa non è sempre degli altri. La scelta da che parte stare, se con lo Stato o con la malavita, tocca a ognuno di noi e non ammette compromessi“. Poi è andato via con la certezza di aver lasciato a tutti i presenti un messaggio di speranza che non dimenticheranno facilmente.

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