ENZO NAPOLITANO NEWS

la Campania che non conosci

Archive for luglio 2007

Campania, roghi e fiamme dappertutto

Posted by enzonapolitano su 25 luglio, 2007

incendio.jpg  Campania – Bruciano ettari di bosco

(ANSA) Due capannoni sono stati distrutti da un incendio nella periferia di San Marco dei Cavoti, in provincia di Benevento. In particolare hanno preso fuoco alcune balle, attrezzi agricoli e trattori appartenenti a due diverse imprese agricole. Nel rogo sono morte tre vacche custodite in una stalla, mentre altre 60 sono state salvate dall’intervento dei Vigili del Fuoco che stanno tutt’ora lavorando per domare le fiamme. Non si conoscono per ora, le cause all’origine del rogo. Ma le fiamme sono un po’ dovunque in Campania.
 Il Corpo forestale dello Stato ha attivato da oggi lo 064741360, il nuovo numero di emergenza per denunciare chi da’ fuoco ai boschi. A raccogliere le chiamate indirizzate a questa linea, attiva tutti i giorni 24 ore su 24, sono gli operatori del NIAB (il Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi del Cfs), essendo ormai accertato che la quasi totalita’ dei roghi che stanno devastando l’Italia e’ di carattere doloso. Il nuovo numero si aggiunge al 1515.

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Benevento rende omaggio a Domenico Modugno

Posted by enzonapolitano su 21 luglio, 2007

arco-traiano.jpg  Benevento, Italy – L’arco di Traiano

Nei giorni scorsi RaiUno ha trasmesso in prima serata lo spettacolo alla memoria di quel grande artista che è stato Domenico Modugno. In platea si sono alternati cantanti rinomati come Simone Cristicchi, Concato, Gigliola Cinguetti, attori come Giancarlo Giannini, oltre alla presenza di un coro spettacolare. Il tutto tra le mura e le suggestioni del Teatro Romano che si trova in quel di Benevento e che è spesso utilizzato come location delle più prestigiose manifestazioni culturali della città. Città campana che in tal modo ha goduto, come ha anche affermato il sindaco Pepe, di “un ritorno di immagine senza precedenti”. Attraverso le canzoni del grande Modugno (“Volare”, “Meraviglioso”, “L´uomo in frac”, “Tu si `na cosa grande”, e tante altre) si è parlato di un´Italia che non c´è più, ponendo l´accento sull´identità di un popolo che proviene dalla propria storia e che ne evita la deriva e la mancanza di prospettive.
In questi giorni sulle testate locali è un tripudio di articoli e di affermazioni sulla kermesse “Quattro notti” che inonda di spettacoli la città e che è ideata niente poco di meno che dalla signora Sandra Lonardo, la quale, oltre ad essere la presidente del Consiglio Regionale della Campania, è moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella, che proprio in questi dì si sta affannando sulla riforma della giustizia. Da 11 anni la signora Mastella porta avanti questa manifestazione insieme all´associazione Iside Nova, curando la sua creatura con un impegno ed una costanza tale da farla diventare quella che è diventata oggi: una vetrina di prim´ordine per la città ed un evento attesissimo dai suoi cittadini. Nonostante tutte le critiche della parte politica opposta, che va ad indagare sul modo di spendere i soldi per realizzare l´evento, e tirando dritto tra le critiche di coloro che relegano tale evento tra le sagre paesane. Lady Mastella va avanti per la sua strada, puntando su due armi che ne hanno determinato, secondo me, il successo riscuote: una maniacale e continua cura dell´immagine della propria persona (dietro la quale si intravede forse una mano esperta?) e l´aver ideato un contenitore che contiene proprio di tutto, per cui la kermesse soddisfa i gusti dell´operaio e dell´intellettuale. Ampia libertà di scelta, dunque, per tutti. Senza fare troppi distinguo. Il che sembra essere molto political correct.

LUCIA GANGALE

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Maddaloni, al CalatiaFestival 2007 è di scena Pulcinella

Posted by enzonapolitano su 21 luglio, 2007

maddaloni-torre.jpg   Maddaloni, Italy La Torre medioevale

Pulcinella diverte e convince. Non poteva avere rappresentante migliore il protagonista del quinto appuntamento in cartellone per il Calatiafestival 2007, la kermesse ideata da I Teatrando e per la direzione artistica di Emanuele Esentato. Ennesimo, scontato, successo di pubblico nel sempre affascinante Museo Archeologico di Calatia.
La trasposizione di Manlio Santanelli portata in scena ieri sera dalla Compagnia Teatrale “Luna Nuova”, per la regia di Tina Bianco e Angelo Germoglio, è stato un omaggio ai primi spostamenti dei comici italiani, un’immagine realistica della condizione dell’attore e soprattutto della commedia dell’arte napoletana.
Una commedia improntata non solo su Pulcinella – in viaggio da Napoli a Roma fino a Parigi con una compagnia di attori italiani sullo sfondo del XVI secolo, in una spasmodica e disperata ricerca di nuove speranze e illusioni – ma sull’uomo, sul giullare, sulla dignità dell’attore stesso, sulla verità storica ed umana che traspare sempre e comunque da questa grande Maschera, da sempre molto amata da grandi e piccoli.
“Non poteva mancare nella nostra rassegna – ha commentato Esentato – un omaggio alle origini storiche, culturali, umane ed artistiche della nostra terra”. Questa sera nuovo grande appuntamento, “La corda sensibile, il grande amore di Raffaele Viviani” per la regia di Renato Carpentieri (al fianco in passato di big del cinema italiano quali Amelio, Moretti, Salvadores, fratelli Taviani), con Alvia Reale e Antonio Franco.

MICHELE DI FRANCESCO

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Campania, il punto su trapianti e donazioni

Posted by enzonapolitano su 20 luglio, 2007

sanita.jpg Napoli, Italy – Tavolo operatorio all’osp. Monaldi

 

Nell’ultimo ventennio farmacologia e tecniche chirurgiche, unite all’evoluzione delle conoscenze dell’immunologia e dell’istocompatibilità, sono state determinanti nel garantire un progresso rapido e continuo in questo campo.
Oltre quarant’anni fa, quando è iniziata l’avventura dei trapianti d’organo, venivano utilizzati solo organi espiantati da consanguinei viventi e da cadaveri con cuore non battente.
Attualmente, secondo una recente inchiesta svolta in Cmpania, più dell’80% dei pazienti che vengono trapiantati ritornano ad avere una soddisfacente qualità di vita e si sottraggono a terapie invalidanti come l’emodialisi, si salvano da malattie come la cirrosi epatica e le cardiopatie. In tutto il mondo, oltre mezzo milione di persone è stato sinora sottoposto a trapianto.
Anche nella nostra regione la scarsità d’organi disponibili ha raggiunto ormai livelli di crisi, divenendo l’unico vero fattore limitante ad ogni ulteriore espansione di questo straordinario strumento terapeutico. Ancora oggi, 9 pazienti in attesa di trapianto muoiono ogni giorno. Nell’Europa occidentale vi sono, ad esempio, circa 40.000 pazienti in attesa di trapianto di rene, mentre il numero di donatori è stabile intorno a 5.000. Sul fronte della donazione, la Spagna continua a guidare la classifica dei paesi europei più «generosi». Ma il secondo posto conquistato dall’Italia, considerando che siamo partiti con dieci anni di ritardo rispetto ai cugini spagnoli, è senza enfatici nazionalismi, sicuramente motivo di grande soddisfazione.
Il numero dei donatori per milione di abitanti è in continua ascesa. L’Italia, nel 2004, ha continuato infatti, a scalare la classifica europea con 21,1 donatori per milione di abitanti, dietro alla Spagna con 34,6 donatori. Il numero dei trapianti effettuati è salito da 2.756 nel 2003 a 3.216 nel 2004, con un incremento del 16,7% e una sopravvivenza ad un anno superiore alle medie europee. Risultati grazie ai quali l’Italia è anche il terzo paese al mondo, dietro Usa e Spagna, con la maggiore attività nel settore. Per quanto riguarda il tipo di organo, il trapianto di rene è in assoluto il più realizzato in Italia come all’estero; seguono i trapianti di fegato e quelli di cuore

GENNARO DE SISTO

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Presentato a Napoli il volume DizioNoir

Posted by enzonapolitano su 19 luglio, 2007

mario-tir.jpg Napoli, Italy Mario Tirino presenta DizioNoir

 

E’ stato presentato alla libreria Edicolè di Napoli il DizioNoir, a cura di Mauro Smocovich, per la Delos Books di Milano, la più completa guida mai realizzata in Italia su giallo, noir, thriller, spy story e mistero.
Tra orrori, incubi, omicidi e misteri il Dizionoir porta il timbro anche di Benevento, Terra delle Streghe: tra gli autori figura infatti il sannita Mario Tirino. Ventisette anni, laureato in Scienze della Comunicazione e diplomato al master in giornalismo economico presso il quotidiano “Il Denaro”, l’addetto stampa e studioso di Airola ha curato i saggi Il noir americano: parallelismi e convergenze e Quando il noir va al cinema. Della contaminazione tra cinema, tv e narrativa nel noir statunitense dagli anni ’50 ad oggi Tirino si è occupato anche nel corso del convegno partenopeo.
Auguri al giovane autore, che sta già lavorando ad una antologia di racconti emergenti per la Campania, nell’ambito di una collana nazionale, sempre curata da Mauro Smocovich.

ENZO NAPOLITANO

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Arpaia, derubata alle Poste per 230mila euro

Posted by enzonapolitano su 19 luglio, 2007

arpaia-torre-medioevale.jpg

  • Arpaia (BN) Italy, La Torre di San Fortunato (sec.XIII) – Per conoscere storia ed arte di questo monumento leggi il volume:
    V.Napolitano – I CASTELLI DELLA VALLE CAUDINA – ed. INC

Possiamo dormire sonni tranquilli sapendo che i nostri risparmi sono al sicuro in un ufficio postale? Non sempre. Di tanto in tanto è bene controllare che il denaro sia al suo posto. Qualche volta il sogno può trasformarsi in un incubo dal quale poi sarà difficile uscire, così come è successo alla signora C.P. e a suo fratello A., che in un solo colpo hanno visto svanire i risparmi di tutta una vita, all’incirca 230mila euro, prelevati da ignoti con firma falsa e con la complicità di qualche ufficiale postale. Ora sono in corso le indagini preliminari alla Procura della Repubblica di Benevento per accertare tutte le responsabilità e per fare chiarezza sulla vicenda. Ma vediamo come si sono svolti i fatti.Nel maggio del ’90 la signora P. e suo fratello A. depositano 85 milioni di vecchie lire all’ufficio postale di Paolisi sotto forma di buoni fruttiferi postali a termine, quelli cioè che raddoppiano dopo sette anni e triplicano dopo undici, cointestati a loro due con pari facoltà. Lo stesso fanno con altri 60 milioni, ma intestati stavolta ad A., a sua moglie C. e a suo figlio C. Un bel giorno, quasi per caso, vengono a sapere che tutti i loro buoni postali sono stati riscossi.
“Siccome tenevamo custodite nel cassetto chiuso della scrivania le matrici dei buoni -riferisce A. P. tra le lacrime- chiesi a mia moglie la chiave. Tutto fu inutile perché lei addusse mille scuse. Così, con mia sorella C., ci recammo all’ufficio postale di Arpaia e poi a quello di Paolisi, muniti di documento d’identità. Con somma meraviglia venimmo a sapere che i buoni erano stati tutti rimborsati”.
Tornata a casa dopo alcuni giorni, la moglie C., in evidente stato confusionale, non riesce a dare spiegazioni sull’accaduto. Fatto sta che, grazie ad una fitta rete di complicità, i buoni fruttiferi sono stati riscossi nel ’99, prima della scadenza e con firma dichiarata falsa da perizia calligrafica, in diversi uffici postali: ad Arpaia, Forchia e Montesarchio.
“Immediatamente denunciammo la vicenda ai carabinieri di Arpaia, dove risiede mio fratello -afferma la signora C. P., insegnante-; feci venire mio nipote C. da Torino, dove risiede, e sporgemmo esposto alla Procura della Repubblica di Benevento. Da allora sono in corso le indagini”
Ma com’è possibile che sia potuto succedere tutto questo?
“Di sicuro chi ha riscosso indebitamente i nostri soldi si è servito della complicità di chi ha autorizzato il pagamento senza accertarsi dell’identità del traente. La firma apposta per la riscossione è falsa: mio fratello -ha aggiunto la signora C.- non aveva nessuna necessità di prelevare danaro e qualcuno ha creduto di approfittare dell’ingenuità di mia cognata per sottrarci tutti i nostri risparmi”.
Certo. I risparmi accumulati un po’ alla volta con i sacrifici quotidiani, come di solito fa la gente onesta. Magari un progetto per sistemare la casa, migliorare la condizione di vita propria, della famiglia. Invece, quello che doveva rappresentare un porto sicuro… si è rivelato una facile preda per gente senza scrupoli. Ma ora chi pagherà? Di sicuro non le Poste Italiane S.p.A. Una volta accertate le responsabilità, saranno i colpevoli, gli esecutori materiali della frode a rimborsare la famiglia P. Ma in che misura e quando? Perché quei buoni a termine oggi si sarebbero triplicati fruttando con gli interessi maturati poco meno di 230mila euro.
Ma soprattutto chi chiederà scusa a questa gente onesta che ha creduto di affidare i suoi risparmi in buone mani e ora dovrà faticare chissà quanto per riaverli…?

ENZO NAPOLITANO

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Troppi incidenti a Montesarchio

Posted by enzonapolitano su 18 luglio, 2007

variante-montesarchio.jpg Montesarchio (BN) Italy – La variante killer

Torna sotto processo la variante di Montesarchio, dopo l’ennesimo, spettacolare incidente che nei giorni scorsi ha coinvolto, all’altezza del quadrivio la rotonda due autovetture provenenti da senso inverso, una Seat Marbella ed una Fiat Tempra: uno scontro frontale, terribile, che ha reso le due autovetture quasi irriconoscibili, ma che stavolta fortunatamente non ha mietuto vittime. Infatti i due conducentì se la caveranno con un breve periodo di degenza.

Resta il problema di una strada a scorrimento veloce, quella che dalla statale 7 di Campizze di Bonea immette alla periferia d Montesarchio in direzione Benevento, tra le più pericolose e insicure della nostra provincia. Non si contano oramai gli incidenti verificiatisi da quando venne aperta al traffico, poco più di tre anni or sono.

Per un tratto priva di semafori e con incroci in cui il diritto di precedenza spesso non viene rispettato, la variante, così detta perchè consente di evitare il centro cittadino di Montesarchio, sembra essere nata per uccidere. Tante le polemiche e le denunce, dal 1996 ad oggi, tanto da rinviare a giudizio gli ingegneri del Comune, Michele Lanni ed Alessandro Abate e la ditta Izzo, appaltatrice dei lavori.

Eppure in tanti l’avevano richiesta a gran voce, soprattutto per snellire il caotico traffico che quotidianamente attanaglia la centralissima via Amendola. Aveva subito fatto discutere quel tipo di segnaletica sperimentale articolato sul diritto di precedenza a destra sul quadrivio per Cervinara ed il grave problema della sicurezza dell’incrocio con la statale Appia alla via Benevento, privo di segnalazioni semaforiche, denominato presto “incrocio della morte”. A pochi mesi dall’apertura della bretella suscitò commozione l’incidente che costò la vita al giovane ventenne Arturo De Riso, il quale, con due suoi amici, a pochi giorni dal Natale, andò a schiantarsi contro un autocarro, che imboccava la variante all’incrocio di via Benevento. E da allora centinaia di casi di cronaca, alcuni anche gravi, che ripropongono oggi il problema serio di questa bretella a scorrimento veloce. Piovono puntuali le accuse all’amministrazione Striani, colpevole di non aver dotato il tratto delle dovute segnaletiche, e all’A.N.A.S. a cui tocca l’autorizzazione per l’apertura al traffico.

L’ex assessore ai Lavori Pubblici di Montesarchio aveva molto tempo fa varato un progetto che predisponeva la sistemazione di adeguati semafori ai due incroci pericolosi presenti al terzo tronco del tratto stradale, uno su via Malepasso, dove la visuale è ostruita da un muro alto, l’altro su via Benevento, che avrebbe però rallentato il flusso veicolare sulla statale Appia.

Così la giunta Striani sostituì ai semafori la segnaletica orizzontale, molto meno incisiva, con i risultati che tutti oggi possiamo registrare. Ma lascia soprattutto perplessi il tipo di segnaletica sperimentale, nata per essere provvisoria a rotonda con precedenze a destra: corretta in teoria si è subito rivelata nella sostanza inadeguata alla regolamentazione di un trafficatissimo quadrivio, dove ognuno è convinto di fare prima dell’altro.

A completare il quadro della situazione è il manto stradale, in diversi punti deformato e carente, reso facilmente viscido e pericoloso dall’acqua piovana che non riesce a defluire, a causa della mancanza di idonei canali di scolo. Insomma una serie di carenze e di problemi che dovrebbero far riflettere sulla possibilità di chiudere temporaneamente il tratto stradale, onde consentire una serie di sopralluoghi tecnici e studiare il modo migliore per rendere una vatta per tutte sicura e controllata una variante nata male.

ENZO NAPOLITANO

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Come valorizzare il Taburno

Posted by enzonapolitano su 18 luglio, 2007

taburno.jpg

 

Ipotesi di valorizzazione del Taburno
come area geograficamente coagulante


  • Il prof. Napolitano in una intervista pubblicata sulla rivista “L’Aquilone” illustra il suo progetto per rilanciare radicalmente il territorio dell’area sannita


Da qualche tempo non si fa altro che parlare di unità politico-amministrativa di quel grosso comprensorio urbano che si sviluppa alle falde del monte Tabumo. Esisterebbero le condizioni teoriche e pratiche, perché questa ipotesi si potesse tradurre concretamente. Per una risposta attinente occorre andare indietro nel tempo e cercare di ricostruire quella linfa primordiale .da cui ha preso vita la differenziazione, che ha portato alle municipalità attuali. Al prof. Vincenzo Napolitano, docente di Storia, autore di numerose pubblicazioni in cui spesso si accenna al Tabumo, chiediamo cosa significhi questa tendenza della moderna ricerca storica ad amalgamare ed accentrare il senso delle realtà locali orbitanti intorno al Tabumo……

Intorno al Taburno gravitano una quindicina di Comuni ed è quindi lecito ritenere che, almeno per il passato, questa montagna abbia assunto una/unzione aggregante, sia dal punto di vista politico che sociale ed economico.

Eppure è ancora dura a cadere l’ipotesi di inquadrare le realtà locali in senso municipalistico oppure intendendo geograficamente non il Tabumo, ma le valli che dalle sue pendici si promanano per diversi chilometri….

Questo modo di interpretare il territorio è superato: tanto più che oggi è assodata l’importanza che in passato hanno assunto i rilievi montani o collinari, molto più che le valli, per il processo di formazione del tessuto urbano, soprattutto in epoca antica o medioevale: per il Taburno basti pensare alla zona archeologica romana della villa di Cocceo, scoperta un trentennio fa dal!’ indimenticabile Amedeo Maturi, ai resti sannitici o addirittura presannitici noti come Pizzillo di Bonea, o meglio ancora, agli avanzi della primitiva Caudium, proprio alle pendici del monte…. Durante il Medioevo poi tutti sanno come, a causa delle invasioni barbariche del IX-X secolo, le municipalità sannite abbiano ricercato scampo e protezione verso le alture: così si spiega l’evoluzione urbana di Tocco Gaudio, ad esempio, di Solopaca, di Cantano o, ancor meglio, di Sant’Agata dei Goti….

Quindi, mi pare di capire che lei non ritiene storicamente valida l’idea di intendere le divisioni etniche sulla base di elementi territoriali troppo ben definiti….

Certamente. Non ritengo giusta, anzi direi essere limitativa, Videa di intendere storicamente i Sanniti divisi per “gens” o, peggio ancora, secondo politiche di campanile: esisterebbero i caudini come sottospecie etnica dei Sanniti e invece, come appare più chiaro, essi non sono che una diretta risultante di un lungo processo culturale, sviluppatesi sul percorso dei vari habitat tanto diversificati nel comprensorio delle nostre aree interne….

– Lei ribalterebbe quindi Pinterpretazione storica del territorio, puntando ad una riconsiderazione delle montagne, piuttosto che delle vallate….

Io ritengo che il Taburno, più che la valle vitulanese o caudina o telesina, sia l’elemento da prendere come riferimento geografico unificante. In tal modo si spiegala forte affinità culturale, il coagulo di interessi economici, la matrice lessico-grammaticale comune del dialetto parlato, le tradizioni, gli usi e le consuetudini presenti e ancora vive qua e là tra le comunità del Taburno.

– La recente istituzione, voluta dalla Comunità Montana del Taburno, del Parco Naturale potrebbe essere un’occasione propizia per la valorizzazione del Taburno, tanto decantato da Virgilio: non le pare?

Dacché sono state istituite le Regioni, i grandi stanziamenti sono andati a Napoli, che ha divorato e continua a divorare migliaia di miliardi, senza farsi scrupolo delle aree interne. In pratica, da venti anni a questa parte la provincia di Benevento raccoglie soltanto le briciole dei soldi che lo Stato istituisce a beneficio dei cittadini. Il Taburno potrebbe essere elevato a zona franca, immune dalle speculazioni edilizie; .tanto più che l’intero territorio montano e pedemontano è sotto tutela dei vincoli dettati dalla legge Galasso

– Invece, continuano a proliferare costruzioni abusive, complessi turistici, si creano discariche di rifiuti un po’ dappertutto, senza che nessun Ente pubblico si faccia carico di intervenire….

Esattamente. Lei mi da l’occasione per ricordare ai lettori che ogni fine settimana migliata di turisti provenienti da ogni dove della Campania fanno uso ed abuso della loro presenza (peraltro infruttuosa, perché non esiste alcun pedaggio d’ingresso, almeno per i giorni festivi o prefestivi) sul Taburno. Anno dopo anno, decine di ettari di bosco bruciano, anche perché manca una politica di tutela delle nostre bellezze paesaggistiche….

Il discorso potrebbe continuare; ma questa chiacchierata con il prof. Vincenzo Napolitano basta fin qui per rendere l’idea del grande patrimonio di cui inconsapevolmente siamo custodi. Al Taburno bisogna guardare come indispensabile fonte di ricchezza morale (un ritomo alla contemplazione di uno dei paesaggi montani più belli dTtalia) e materiale (grazie ad una seria politica di turismo controllato, magari affidando la gestione della pulizia e della vigilanza ad una cooperativa giovanile). Ma adesso il discorso cambia e subentra la politica delle scelte coerenti e degli interventi concreti.

OTTAVIO GUERRA

 

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Airola, per l’Annunziata restauro senza fine

Posted by enzonapolitano su 18 luglio, 2007

annunziat3.jpg

  • La chiesa dell’Annunziata di Airola (BN) Italy – Per conoscere storia ed arte di questo monumento leggi il volume:
    V.Napolitano – NUOVA GUIDA STORICA DI AIROLA – ed. INC

E’ stata colta con viva soddisfazione ad Airola la notizia del cotributo di 100mila euro (poco meno di 200 milioni delle vecchie lire) stanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la ristrutturazione della Chiesa arcipretale della SS. Annunziata.
Un bel regalo, una boccata di ossigeno importante per il monumento nazionale che versa ormai in condizione di particolare disagio; problema di cui si fa carico da qualche tempo il sen. Cosimo Izzo di Forza Italia. Lo stanziamento, inserito nel programma ordinario 2004-2005 gestito dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, fa parte di un plafond di 500mila euro, destinato ai luoghi di culto della provincia bisognosi di ripristino o di urgente intervento.
Per la chiesa, che è il simbolo della città di Airola, sono stati spesi negli ultimi venti anni poco meno di un miliardo di lire, con risultati molto modesti. Tra spese tecniche, adeguamenti di spesa, ritardi negli interventi, i restauri sono stati fatti in modo approssimativo, parziale e con assoluta imperizia. La dimostrazione sta nel fatto che l’80% delle pareti oggetto di restauro, a pochi anni dalla fine dei lavori, sono nuovamente deperite. Anche la scelta dei colori è stata fatta senza alcun rispetto per le tonalità preesistenti.Ecco perché l’interessamento del sen. Izzo giunge propizio e necessario.
Speriamo però che venga utilizzato in modo concreto e utile. Troppo spesso, e non è solo il caso della chiesa della SS.Annuniziata, sono stati utilizzati fondi pubblici per le nostre opere storiche con superficialità e risultati deludenti. Evidentemente il controllo dei tecnici della Soprintendenza sui lavori di restauro deve essere più incisivo, se a tutt’oggi, nonostante il fiume di denaro stanziato dall’80, la chiesa dell’Annunziata, la cui facciata fu eseguita su disegno del regio architetto Luigi Vanvitelli (quello della Reggia di Caserta), appare un colabrodo artistico che fa acqua da tutte le parti, senza che nessuno si faccia carico di un intervento coordinato e serio, ma soprattutto rispettoso della storicità del monumento. Altrimenti si rischia di vanificare l’attenzione di parlamentari come il sen.Izzo, che più volte ha dimostrato di attivarsi per il bene dei nostri luoghi di culto.

ENZO NAPOLITANO

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A lezione con il topo

Posted by enzonapolitano su 18 luglio, 2007


Mattinata con il topo. Potrebbe sembrare il titolo di un film. Invece si tratta di un episodio insolito verificatosi nella II A del liceo classico di Airola. Era in classe la prof. Gennarina Marchese, quando tra una spiegazione e l’altra si è fatto avanti un topolino di corporatura regolare. Da dove sia uscito è difficile dirlo. Fatto sta che nel giro di pochi istanti è stato il caos. Stefano Palombi, rappresentante della Consulta provinciale degli Studenti, racconta chiaramente la scena. Alunne sui banchi e caccia aperta al visitatore.

Alla fine è toccato al bidello catturare l’animaletto vivo ed… accompagnarlo alla porta.

Una storia come tante, se non avesse un finale un po’ amaro. Che il topino ci fosse stato portato o che avesse casa in classe, gli alunni (e crediamo anche i genitori) hanno chiesto comunque la disinfestazione al dirigente, Mario Iuliucci.

Ebbene: richiesta è stata inoltrata con obbligo di frequenza in classe.

Ora noi ci chiediamo: far accedere i ragazzi in istituto sapendo che i topi sono comunemente portatori di germi nocivi e malattie virali vuol dire assumersi responsabilità pesanti. La sola richiesta di risanamento all’ASL non giustifica il rientro in classe e pone rischi seri alla salute della comunità studentesca.

E che il topino sia davvero l’unico residente nell’edificio chi lo dice?

Ad ogni modo gli studenti sono tornati in classe solo in parte. Alcuni non se la sono sentita di rischiare

ENZO NAPOLITANO

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