Ricorre ancora una volta la festa del 25 aprile, quella della liberazione dal nazifascismo. Una festa importante per il nostro Paese, che ricorda la lotta drammatica per la democrazia. Peccato che questa lotta fu lotta di pochi. Il popolo italiano, ha assistito spesso alla finestra; si è fatto liberare e alla fine ha accettato una nuova condizione di vita, così come passò all’unità d’Italia grazie alla diplomazia del Cavour, alle annessioni e a un manipolo di garibaldini. Ancora una volta, anche in quella occasione, pochi furono i veri patrioti. E l’Italia fu unita, non di certo grazie al popolo. Così come accadde con l’avvento del Fascismo: tutto avvenne in modo “indolore”, grazie a un re inerme e ad un parlamento cialtrone. Folle oceaniche hanno osannato Mussolini nel suo ventennio: anche quando firmò la dichiarazione di guerra e si lanciò con Hitler nella sua folle impresa. Quelle stesse folle che pochi anni più tardi osannavano agli Ameircani liberatori. Milioni di fascisti dichiarati, non sempre forzati ad esserlo (ed erano tanti), dopo il ’45 si sono riscoperti democratici. Ancora una volta in modo indolore. Da un’accozzaglia di staterelli prerisorgimentale ad oggi l’Italia certo è cambiata, si è unità, ma sempre in modo “soft”: mai una rivoluzione, un sussulto che ci abbia visto coralmente protagonisti del nostro futuro ( come è avvenuto in Francia, in Inghilterra, negli Stati Uniti). Ecco perchè in questi Paesi la gente avverte forte, nel proprio sangue il sentimento dell’unità nazionale. Noi al contrario, come popolo, nella nostra storia abbiamo sempre “delegato”. Solo nella primavera del ’45 la popolazione cominciò ad insorgere contro le truppe nazifasciste. La resistenza ha giocato un ruolo di coordinamento e di cerniera fondamentale, ma se non ci avessero “scosso” dal torpore gli Alleati, diciamolo francamente, forse da solo il popolo italiano non avrebbe trovato la forza e la buona volontà per autoaffrancarsi.
Ma al di là di queste amare considerazioni, il 1945 è stato davvero l’anno della nostra rinascita democratica. Furono queste le tappe della Liberazione: Il 10 luglio 1943 gli Alleati sbarcavano in Sicilia al comando del generale George Patton. Era l’inizio della liberazione d’Italia, come disse il generale Eisenhower, per “ristorare l’Italia come nazione libera”. Tutto cominciò con la presa di Pantelleria, poi, nell’arco di un mese, le forze anglo-americane liberarono l’intera isola, giungendo a Messina il 17 agosto. Il 3 settembre l’ottava armata inglese di Montgomery sbarcava in Calabria, sei giorni dopo gli americani al comando del generale Clark prendevano terra a Salerno. Il 1° ottobre Napoli viene liberata, ma la linea Gustav, all’altezza di Montecassino, blocca l’avanzata alleata fino alla primavera del ‘44. A giugno l’avanzata alleata libera Roma, ma è ancora arrestata dal secondo poderoso baluardo difensivo tedesco, la linea Gotica. Solo nella primavera del ‘45 la linea cade, la Toscana è libera e le truppe alleate irrompono nel Nord Italia. Il 21 aprile le truppe del generale Alexander entrano a Bologna, nei giorni successivi, gli Alleati raggiungono Milano, Genova, Venezia. E trovano le città già liberate dalle truppe partigiane del Comitato di Liberazione Nazionale. Nelle città la popolazione insorge contro le truppe d’occupazione nazista e contro i fiancheggiatori fascisti. I tedeschi sono in rotta verso i valichi alpini e a Dongo, sul lago di Como, Mussolini viene catturato dai partigiani.Il 25 aprile l’Italia è completamente liberata.
ENZO NAPOLITANO